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Invece della Zanzara un pugno di mosche E ora il futuro del Livorno è tutto in salita

Fabrizio Pucci
Invece della Zanzara un pugno di mosche E ora il futuro del Livorno è tutto in salita

Breda voleva la punta De Luca ma ha firmato per l’Ascoli. La rabbia di Facci: «Non è un uomo». Preso l’attaccante Gori

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Alla fine la montagna non ha partorito il topolino e nemmeno la Zanzara, intesa come Giuseppe De Luca che dopo giorni di corteggiamento, ha dribblato il Livorno a cui ha preferito l’Ascoli. Gli amaranto – restando in tema di insetti – sono rimasti con un pugno di mosche in mano e il ds Facci da ieri sera ha iniziato a scandagliare il mercato degli svincolati in un triste remake del film già visto ad agosto quando le trattative si chiusero senza bòtti con il rimedio-Raicevic arrivato dalle liste dei giocatori senza contratto. L’ultima carta da giocare non ha il nome degli inarrivabili Giuseppe Rossi e Borriello, ma dovrebbe essere Andrea Cocco, liberato dal Pescara, due gol quest’anno: su rigore al Livorno alla prima giornata.

DOPPIO GIOCO

Ma perché è saltata la trattativa per De Luca? Per la verità non è che il ragazzo si sia comportato bene. Lui e la sua società di appartenenza (l’Entella) avevano in mano da giorni l’accordo con il Livorno. Ieri sera alle 19 il suo passaggio alla corte di Roberto Breda sembrava ormai cosa fatta, ma lui ha iniziato a giocare al rialzo sostenendo che l’ingaggio offerto dall’Ascoli era doppio di quello degli amaranto. Spinelli avrebbe pareggiato l’offerta, ma la Zanzara aveva deciso di andare a pungere nelle Marche. Il ds Facci non l’ha presa bene e ha tuonato: «De Luca non è un uomo» . Frase molto forte, dettata dall’amarezza generata da una trattativa sfumata in dirittura d’arrivo.

ERRORI DI VALUTAZIONE

Tuttavia resta il fatto che De Luca non è arrivato e che il Livorno ha sbagliato a fidarsi del giocatore, ma ancora di più a perdere tempo prezioso in attesa di una firma che non arrivava mai in un continuo rinvio che avrebbe dovuto almeno insospettire gli amaranto. Così il mercato si è chiuso con l’arrivo di tanti giocatori che fanno contorno e senza l’acquisto un titolare vero, senza un colpo di alto profilo di quelle che avrebbero permesso alla squadra di fare il salto di qualità.

Il Livorno invece in questo modo non è stato rinforzato, mentre le dirette concorrenti alla salvezza non hanno lesinato soldi e hanno preso giocatori pronti per l’uso e non scommesse. Nomi? Il Cosenza ha preso Litteri dal Venezia che a sua volta ha prelevato Bocalon dalla Salernitana che ha liberato la sua punta una volta che ha avuto la certezza di avere in mano Calaiò. Nel Padova, che ieri ha preso Baraye dal Parma, Mbakogu ha già segnato due gol, mentre il Carpi si è assicurato Cissè del Verona e Mustacchio del Perugia. Infine domenica a Crotone troveremo Mraz che l’Empoli non ha voluto dare al Livorno, salvo poi girarlo volentieri ai calabresi.

Qui invece dopo aver perso Moncini – che ha preferito il Cittadella dove ha già segnato – abbiamo visto evaporare De Luca. Così gli unici movimenti di ieri sono stati il trasferimento di Romboli e Gemmi all’Olbia in cambio del portiere Luca Crosta, classe’98 di proprietà del Cagliari e l’arrivo di Gabriele Gori dal Foggia (cartellino della Fiorentina), classe 1999 e attaccante, tutto come Alessio Canessa, punta giovane e di valore che avevamo già in casa. E ora la salvezza diventa un’impresa. —

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