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TANTI GOL: ERA ORA ANCHE LE PICCOLE OSANO

TANTI GOL: ERA ORA ANCHE LE PICCOLE OSANO

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Vittorie schiaccianti, rimonte incredibili, punteggi al limite del tennistico e risultati sempre in bilico. Una cosa è certa: quest'anno a guardare il campionato italiano non ci si annoia. I tabellini ci dicono in modo evidente che in Serie A qualcosa è cambiato. In particolare, c'è la tendenza da parte degli allenatori delle squadre di seconda fascia a giocare a tutto campo. I catenacci di antica memoria non si vedono più, né quando una piccola affronta una grande, né quando in palio ci sono preziosi punti salvezza o per l'Europa. Scelte coraggiose e un'ambizione che a volte sfiora la presunzione. Ma i tecnici italiani non sono stupidi. Non è che trascurano la fase difensiva.

È che l'impostazione di una squadra è un po' come la storia del letto con la coperta corta: un lato devi lasciarlo scoperto. Ciò nonostante, anche chi è sfavorito dal pronostico tenta di fare il proprio gioco. Così ne guadagna lo spettacolo. Alle goleade contribuiscono anche le condizioni meteo, con campi pesanti e conclusioni sempre insidiose, e pure la pausa invernale che ha consentito ai giocatori di ricaricare le pile.

Ma è innegabile la voglia di ogni squadra di giocarsela sempre a viso aperto. Capita così che il Frosinone vada a vincere 4 a 0 a Bologna, che il Parma faccia harakiri con la Spal, e che Atalanta e Roma si spartiscano la posta in palio con un tempo a testa. Per inciso: la Dea è la realtà che gioca il miglior calcio, mentre la Roma, che ha ringiovanito la squadra pensando al futuro, intanto rischia di perdere la Champions.

Perché nel calcio non conta la carta di identità. Conta l'essere pronti. Vale quando si lanciano i giovanissimi, vale allo stesso modo per gli over 35. Ne è un chiaro esempio Quagliarella, la cui età passa in secondo piano rispetto alla straordinarietà della sua forma fisica. Chi può negare che dimostri il fisico di un 30enne? Le doti tecniche le ha sempre avute, ma a queste associa ora una condizione invidiabile. Perché non dovrebbe rientrare nel giro della nazionale? Klose non è stato un riferimento della Germania fino a quando non ha smesso di giocare? L'anno scorso in molti dissero che la grande stagione di Quagliarella sarebbe stata il suo "canto del cigno". Oggi l'attaccante della Samp continua a stabilire record, mentre il canto del cigno lo ha fatto l'Italia contro la Svezia...

(a cura di Giorgio Carlini)

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