Gioco
Grosseto più esperto mette a tacere il Montignoso, la sua bestia nera
Aulla. Alla fine è la capolista Grosseto che si aggiudica i tre punti di questa partita durata sette giorni, quelli trascorsi dall’inizio della settimana quando ancora non si sapeva dove la gara sarebbe stata disputata. Perché la questione è nota, il Montignoso da inizio di stagione sta giocando in campi che trova disponibili perché quello di Montignoso è in fase di ricostruzione del manto erboso, ma questa volta ha trovato tutti quelli limitrofi non disponibili perché occupati dalle rispettive squadre e nel campo programmato di Romagnano era arrivato il veto del comune e della questura. Alla fine la solita buona ospitalità dell’Aullese è venuta in soccorso. Dunque ad Aulla il Montignoso ha confermato di essere la bestia nera del Grosseto che anche questa volta l’ha tenuta impegnata fino oltre i novanta minuti. È stata una gara dura, giocata in condizioni climatiche difficile per lo stato del terreno e per un vento molto fastidioso. E questo ha creato parecchie difficoltà ai giocatori ma anche all’arbitro che ha commesso diversi errori forse a anche perché ingannato dal fondo del terreno. Alla fine ha prevalso l’esperienza e la maggiore familiarità a certi tipi di incontro della capolista che fra le sue fila ha molti elementi di esperienza ed arrivati dalle alte categorie. La stessa carriera di mister Lamberto Magrini dice tutto da questo punto di vista. Il Montignoso è partito forte e dopo un minuto aveva creato la prima occasione, poi il gioco è proseguito con gli ospiti che cercavano di controllare la gara ma di volta in volta si facevano pericolosi e la loro forza si intravvedeva. La rete della vittoria è arrivata dopo quindici minuti da una doppia conclusione di Boccardi, la prima parata da Frongillo che però non riusciva a trattenere, anche perché, forse, come da proteste di alcuni giocatore del Montignoso, il portiere veniva ostacolato da un avversario. Poi come detto Montignoso alla ricerca del pareggio ed ospiti in difesa e dove però, al 92’avevano la possibilità di raddoppiare e mettere al sicuro un risultato che però ormai era nelle loro mani.
Aldo Antola
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