La protesta
Bisogna comprare uno che la butta dentro, sennò è inutile
Da mangiarsi le mani. Anche la braccia e mezza spalla. Perché 9 volte su 10 queste partite si vincono e invece al Livorno resta l’amaro di non aver battuto il Pescara dopo averlo preso a pallonate per 90’.
In classifica ci sono 18 punti di differenza ma chi li ha visti è un visionario: tre pali, 26 tiri di cui 8 in porta e almeno 4-5 occasioni nette per il Livorno, nemmeno un tiro in porta del Pescara e Mazzoni che in pratica ha fatto lo spettatore.
Andiamo subito al nocciolo, perché il discorso è semplice. Questo Livorno gioca bene, ha un’anima, ma si può salvare solo si prende un attaccante. Perché è evidente che manca il finalizzatore. Ieri non c’era Raicevic per un problema muscolare (probabile stiramento, rischia oltre 1 mese di stop) e Breda se l’è giocata col 3-4-3 mettendo davanti Diamanti con Murilo e Giannetti. Bene: Murilo non ha mai tirato in porta, Giannetti una volta sbagliando un gol nemmeno troppo difficile. Eppure il Livorno ha costruito tanto, tantissimo, la presenza nell’area avversaria è stata costante. Siamo al 28 gennaio, questa squadra e questo allenatore meritano (per quello che stanno facendo) di essere aiutate. De Luca è l’uomo giusto? Di certo se è confermato il lungo stop di Raicevic, di attaccanti ne servirebbero due.
Meritava di più il Livorno. Tanto di più. Tolti i primi 20 minuti nei quale ha vinto il torpore che invece ha attanagliato più a lungo il Pescara) si è giocato quasi sempre nella metàcampo del Pescara. Tante le occasioni il che vuol dire che la squadra fa gioco, ma se non si butta dentro...
In più va detto che non siamo in lizza per il titolo di “squadra fortunata dell’anno”. Prendete ad esempio la prima chance: era il 31’: discesa imperiosa di Gonnelli che arriva al limite e spara un destro che spacca il palo, e sulla ribattuta Diamanti spara alto. Qui inizia un mezzo assedio. Ancora Diamanti poco dopo colpisce il palo esterno, poi sfiora la traversa su mezza rovesciata e infine Giannetti da 3 metri ma defilato spara malamente alto.
La sensazione di essere in credito con la sfortuna era grande all’intervallo e purtroppo lo è diventata ancor di più nel secondo tempo. Un colpo di testa di Di Gennaro al 2’ ha fatto gridare lo stadio al gol ma Fiorillo ha fatto il miracolo. Pazzesco il palo di Diamanti all’8’, un tiro al giro di sinistro che Fiorillo ha guardato andare a sbattere sul palo, e naturalmente dopo il pallone non è finito sui piedi dei giocatori amaranto, poi ancora occasioni con Murilo, con Diamanti, cross, mischie. Ma niente da fare.
Breda ha provato per qualche minuto a passare al 3-5-2 (con Kupisz a destra), poi si è messo 3-4-1-2 con Canessa al fianco di Giannetti. Ma niente da fare. La palla non è andata dentro. Ora ci deve pensare la società se davvero ci vogliamo salvare.
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