Gioco
Quanto è cambiato il Livorno ma bisogna ripartire dal 2018
Breda non cambia e resta fedele al 3-4-1-2 puntando su un folto centrocampo Inutile fare calcoli, è fondamentale vincere contro una squadra molto forte
Strano, ma vero: il Livorno torna in campo. Durante questa lunghissima sosta ci eravamo quasi dimenticati quella piacevole ansia della vigilia della partita, i rituali scarantici della domenica, il pathos di quei magici o maledetti 90', vissuti tutti d'un fiato dentro il nostro stadio, ammaccato, storico luogo di una collettiva, ultracentenaria catarsi. Di una purificazione dell'anima amaranto rimasta ingabbiata per 28 giorni.
EVENTI E MUTAMENTI
Quattro settimane tonde sono passate dall'ultima uscita dei ragazzi di Breda: Livorno-Padova 1-1 con salvavita di Diamanti dal dischetto. Da allora sembra essere cambiato il mondo: giocatori che se ne sono andati (Kozak, Maiorino, Pedrelli, Iapichino), qualcuno che si è dileguato (Maicon), il muscolare Bruno che oggi ritroveremo addirittura da avversario. E poi alcune dirette concorrenti che si sono rinforzate mentre qui le trattative per ora hanno partorito il solo arrivo di Kupisz che questo pomeriggio partirà dalla panchina. Un mercato asfittico che poteva quasi essere messo in conto perché dall'inizio dell'anno a dominare la scena c'è stata la questione societaria con l'ingresso di Promo Livorno al fianco della famiglia Spinelli che resta in plancia di comando con il 60% delle quote.
UNICO OBIETTIVO
Tutto questo è stato argomenti principale di discussione nei bar e nei ritrovi degli sportivi. Lo è stato fino a oggi quando d'incanto i discorsi, le carte bollate, i rumors di mercato diventano materia residuale dinanzi a sua maestà la partita, alla stretta urgenza di proseguire la striscia di risultati utili consecutivi iniziata il 7 dicembre con il Foggia. Oggi non ci sono calcoli da fare. Non c'è nemmeno da pensare che il primo impegno ufficiale dopo un mese di letargo è spesso un'incognita. Oggi bisogna vincere e basta. E per farlo serve una prestazione gagliarda nella consapevolezza che il Pescara è forte, fortissimo con il suo baldanzoso 4-3-3. Il tridente dell'ex Pillon, però non spaventa Breda. Il tecnico veneto infatti non intende cambiare modulo e resterà fedele al 3-4-1-2 con qualche rischio calcolato di uno contro uno dietro, ma che garantisce superiorità in mezzo al campo proprio là dove il Pescara lamenta l'assenza più pesante, quella dello squalificato Brugmann, e la delicata condizione fisica di Memushaj affetto da una fastidiosa fascite plantare e che questa settimana ha sostenuto solo una seduta di allenamento: la rifinitura di ieri. E' la sfida tra Delfini che guizzano in acque nobili e Triglie che nuotano nelle sabbie mobili. La vince chi ha più fame. La deve vincere il Livorno. —
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