Il Seravezza Pozzi vince e convince anche senza il bomber Rodriguez
POZZI DI SERAVEZZA. Il Seravezza Pozzi vince e torna in zona playoff: una vittoria sacrosanta indirizzata però da due leggerezze del portiere ospite che pesano come macigni sul risultato. Il SeraPozzi si presenta rimaneggiato: l’assenza di Bedini costringe Vangioni a schierare Pietra tra i pali pur di non stravolgere il modulo. Tra gli ospiti pesano le assenze di Mannella e Regoli. Pietro Pegollo chiamato a sobbarcarsi il peso dell’attacco, è premiato per le cento gare in verdeazzurro e festeggia dopo 22 secondi: palla in mezzo di Borgia, girata del bomber, la presa di Tegli è rivedibile, la sfera rotola in rete, il portiere prova a levarla, l’arbitro esita, ma il guardalinee corre verso il centrocampo e l’arbitro assegna la rete.
Il SeraPozzi sembra più ispirato nei primi minuti, poi piano gli ospiti prendono campo, senza peraltro mai tirare in porta. Non succede nulla fino a un minuto dalla fine del tempo: Masini tira a botta sicura, deviazione con la schiena di un difensore, Pietra guarda la palla che casca appena sopra la traversa. Dal corner c’è una sponda per Tognarelli che va giù, l’impressione è di una trattenuta, ma l’arbitro sorvola e fischia una combinazione Masini Essoussi che libera al tiro quest’ultimo che angola troppo. Gli ospiti cambiano faccia con l’ingresso di Manella e Diarrasouba e la partita si infiamma attorno al 60’: il SeraPozzi trova il raddoppio con uno schema pregevole, punizione sul secondo palo di Grassi, sponda di Pegollo, si inserisce Bongiorni che con la suola confeziona un gran bel pallonetto. L’errore dei locali è di rilassarsi. Fiale salva sulla linea su tiro di Salvadori. Dal corner Salvadori coglie la traversa, la palla corre sulla linea ed Essoussi è lesto a ribadirla in gol.
Gli ospiti ci credono: il SeraPozzi coglie una traversa con Syku ma sono gli uomini di Venturi a dare l’impressione di poter pareggiare. All’ 83’ Tegli si avventura fuori dall’area e rinvia sui piedi di Dell’Amico che prende la mira e da 30 metri calcia in porta. —
Michele Morabito
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