Gioco
La favola di Gianmarco e Fede insieme in Scozia al 6 Nazioni
Livorno, entrambi classe 2000, Lucchesi e Mori sono i gioielli del nostro vivaio di rugby: «Orgogliosi della chiamata nell’under 20. E puntiamo anche ai Mondiali»
LIVORNO. La leva rugbistica del 2000. A Livorno racconta di due talenti che viaggiano ai massimi livelli e infatti sono stati convocati per i primi due impegni della Nazionale Under 20 nel 6 Nazioni di categoria: loro sono Federico Mori (trequarti centro) e Gianmarco Lucchesi (tallonatori).
Dna labronico e ambizioni da grandi per due poco più che diciottenni che frequentano l’Accademia Nazionale Ivan Francescato, e con essa disputano il campionato di serie A girone 1, contribuendo a un torneo di vertice che vede la squadra al secondo posto dietro ai Lyons. Saranno entrambi assenti giustificati domenica 27 gennaio, data in cui è fissato il raduno a Montichiari per i ventiquattro atleti (classe 1999 e 2000) chiamati dai tecnici Aboud, Roselli e Moretti. Mercoledì 30 la partenza per la Scozia, che gli azzurrini affronteranno venerdì 1 febbraio (ore 19.30 locali) a Galashiels. Il giorno dopo ritorno in Italia, direzione Mantova, dove domenica 10 febbraio l’Italia Under 20 affronterà il Galles allo stadio Danilo Martelli.
Sia per Mori che per Lucchesi si tratta del primo 6 Nazioni in carriera; l’emozione viene da sé. «Sono felicissimo di questa convocazione – dichiara Federico -, è una grandissima opportunità che voglio vivermi al Massimo. Indossare la maglia azzurra è sicuramente un onore e io spero di fare delle belle prestazioni». «È sempre un’emozione unica essere chiamati in Nazionale . dice invece Gianmarco -, anche se per me non è la prima volta. Punto a giocare al meglio delle mie possibilità, per poi guadagnarmi un’altra chiamata».
È la Francia la squadra favorita per il 6 Nazioni Under 20; l’anno scorso l’Italia arrivò quarta e si impose sia contro il Galles che contro la Scozia. «Quest’anno – continua Mori – ci presentiamo con un gruppo molto giovane, con tanti giocatori al primo anno in questo 6 Nazioni. Per questo forse, ci manca un pizzico di esperienza, ma in compenso abbiamo ottime qualità sia in mischia che sui tre quarti». Federico è nipote d’arte, del campione mondiale dei 400 a ostacoli Fabriizo Mori, ed è proprio lui uno dei segreti della sua crescita: «Con mio zio mi alleno spesso durante i mesti estivi, lui mi ha aiutato tanto. Rugbisticamente, invece, i miei primi maestri sono i fratelli Diego e Andrea Saccà, nonché i fratelli Andrea e Giampaolo Brancoli. Loro mi hanno indirizzato nella direzione giusta».
La palla ovale entra a 9 anni nella vita di Federico, con i colori del Livorno Rugby, che indossa fino all’età di 14 anni, per poi trasferirsi al Granducato Livorno, la franchigia nata nel 2015 dalla sinergia tra Lions Amaranto ed Etruschi Livorno. Tre stagioni in maglia giallo-bianco-rossa, tra under 16 e under 18 elite, poi il salto in Accademia, ma già alcuni club di Top 12 sono sulle tracce di Mori: «Ho ricevuto delle proposte che sto valutando – prosegue lui stesso. Voglio continuare a crescere e il mio obiettivo è arrivare a giocare in una delle due franchigie, Zebre o Benetton Treviso, e poi nella Nazionale maggiore».
Idee chiare e tanta determinazione per un ragazzone di 1,89m. per 106 kg.. Che giocatore è Federico Mori? «Un tre quarti centro potente e veloce. Mi piace cambiare stile di gioco e sfidare le difese avversarie, cercando di essere imprevedibile». Classe 2000, come Gianmarco Lucchesi, che invece gioca in prima linea e fa il tallontaore: 1,84 m. per 110 kg. «Gioco molto d’impatto – afferma Gianmarco -, mi muovo meno ma faccio molti inteventi fisici. Io ho iniziato a 7 anni a giocare a rugby nei Lions Amaranto, dove sono rimasto passando poi per il Granducato. Adesso vivo a Remedello nel convitto dell’Accademia Nazionale: gioco e frequento l’ultimo anno di scuola superiore».
La sua esperienza in azzurro comincia con i raduni zonali dell’under 17, poi si arricchisce con il 6 Nazioni under 18 dove si capisce che il ragazzo ha le carte in regola per entrare nel giro che conta. «E ora sono pronto – dice Gianmarco – per il mio primo 6 Nazioni Under 20, una manifestazione davvero affascinante. È un anno importante per me perché dopo questa competizione, ci saranno i Mondiali di categoria in Argentina e sarebbe il top essere anche lì. . I miei maestri? Il primo che mi è rimasto impresso, quando ero piccolo, è stato senza dubbio Franco Mazzantini».
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