Il Tirreno

Livorno

Alessandro bernini 

la cessione piÙ difficile dELLA NOSTRA storia

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Incontrando i tifosi, fino a qualche settimana fa la domanda era sempre “Ma Spinelli vuole vendere davvero?”. Adesso il tormentone è cambiato e così al bar o per strada trovi quello che ti chiede “ma questi i soldi ce li hanno?”.

Più di una volta abbiamo riconosciuto a Mirco Peiani di essere l’unico livornese che negli ultimi 20 anni ha fatto qualcosa per il Livorno Calcio. Mettendoci soldi (150mila euro “diretti” più altri 50 indiretti) e un impegno concreto per cercare di dare un futuro a questa società. Quindi: voto 10 per la volontà e l’amore per il Livorno, mentre il voto sulla qualità del suo progetto lo potremo dare soltanto quando ci saranno nomi e programmi.

Comunque vada, il dopo-Spinelli non sarà facile. Ce lo dobbiamo mettere nella testa. Sia che avvenga mercoledì, sia che avvenga tra 2-3 anni. Perché lo sceicco del Dubai o il fondo che ci mette 20 milioni, fanno parte del mondo dei sogni.

Piuttosto a volte facciamo fatica a capire qualche tifoso. Chi difende sempre a spada tratta Spinelli, ha comunque una coerenza, seppur a volte discutibile perché Spinelli come tutti gli umani ha fatto cose buone e cose meno buone. Ma chi dice “via Spinelli a prescindere” a volte è anche quello che “gli albanesi no perché c’è Moggi”, e “Bandecchi no perché è fascista”, e “Romano no perché non c’ha mille” e “Peiani no perché le cordate non vanno bene”.

Giusto aspirare al meglio per il nostro Livorno ma poi bisogna fare i conti con la realtà. Qualcuno ci sembra che gridi sempre “via Spinelli” ma poi, di fronte a questa possibilità, allora inizi ad aver paura. —

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