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Livorno, ultimatum Spinelli: offerta venerdì o restiamo. E spunta il nome di Schenone

Alessandro Bernini
Livorno, ultimatum Spinelli: offerta venerdì o restiamo. E spunta il nome di Schenone

Incontro a Genova, Mirco Peiani ha illustrato il suo progetto che però non è ancora definitivo, ma il dg resta ottimista

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LIVORNO. Uffici di Genova, lì dove tutto iniziò tra Aldo Spinelli e Mirco Peiani. Stavolta non ci sono in ballo quote di minoranza ma una società da rilevare. E la fumata è nera, anche se forse è meglio dire grigia. Non c’è l’accordo e sul tavolo di Genova non è arrivata neanche una proposta di acquisto. Si è raggiunto però un accordo su una proroga fino a venerdì: questa diventa davvero la deadline, o Peiani presenta un’offerta scritta vincolante oppure il discorso è chiuso.

L’INCONTRO

Chiaro che, a fronte di questa situazione, l’incontro a Genova non sia durato molto. Peiani si è presentato da solo e non avrebbe fatto i nomi degli imprenditori che ci sarebbero al suo fianco. Ha spiegato a Spinelli che il suo progetto è quasi completato, che mancano dei tasselli, che servono delle risposte definitive che ancora non sono arrivate.

Insomma, Peiani ha illustrato la situazione ma non è stato in grado di presentare un’offerta definitiva. Questo non ha però portato a una rottura completa e alla fine si è trovato l’accordo per un nuovo incontro venerdì. E questo dovrà essere davvero chiarificatore. O dentro o fuori.

«ASPETTIAMO MA...»

In serata Roberto Spinelli ha spiegato il suo punto di vista. «Peiani ha dimostrato che si sta impegnando tanto per trovare una soluzione ma qui non si può andare avanti all’infinito. Per cui abbiamo posto come data ultima quella di venerdì».

Ma che significa data ultima? Lo spiega Spinelli jr: «Entro venerdì Peiani deve presentarci un’offerta scritta vincolante per acquistare il Livorno. Se la presenta bene, altrimenti il discorso è chiuso e continuiamo noi».

Ma chiuso non significa che il Livorno non è più in vendita, questo è bene chiarirlo e lo spiega anche Roberto Spinelli. «Assolutamente. Le nostre porte sono sempre aperte, se qualcuno di serio vuole comprare il Livorno si può fare avanti in qualsiasi momento. Le cifre sono note a tutti e anche Peiani sul vostro giornale ha spiegato che noi non abbiamo cambiato le carte in tavola. Ma basta coi discorsi, adesso servono delle risposte scritte. Altrimenti si perde tempo e basta».

LO STRANO OTTIMISMO

Tutto lascerebbe pensare a una rottura. Perché se Peiani non è riuscito a mettere in piedi un progetto definitivo in quasi due mesi, viene difficile pensare che adesso possa chiudere il cerchio in due giorni.

Eppure dall’entourage di Mirco Peiani si respirava anche ieri sera aria di ottimismo. Anzi, ci è stato confidato che questi due giorni potrebbero davvero essere decisivi. E che la trattativa è tutt’altro che tramontata.

CHI C’È DIETRO

Come detto, a Spinelli non sono stati fatti i nomi degli imprenditori che sarebbero pronti a scendere in campo con Peiani. Nomi che di certo andranno tirati fuori si venerdì il dg amaranto presenterà questa offerta scritta vincolante. Da fonti portuali è rimbalzata in maniera convinta la voce di un coinvolgimento di Giulio Schenone, 53 anni, amministratore delegato di Gip di Genova (Gruppo Investimenti Industriali ) con interessi anche sul porto di Livorno. Ma soprattutto di un fondo inglese che avrebbe interessi sul territorio: e sarebbe proprio questo fondo l’ago della bilancia.

 

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