Gioco
Nuoto, nasce la Champions tra gli Stati Uniti e l’Europa
Un progetto contrastato ma che ha trovato nella nostra Federica Pellegrini una convinta sostenitrice. Parteciperanno dodici squadre con playoff a Las Vegas
MILANO. «L'International Swimming League rivoluzionerà il nuoto portandolo in una nuova dimensione». Una dichiarazione perentoria, che non lascia spazio a interpretazioni.
Nel giorno in cui ha firmato il contratto che la lega ufficialmente alla Isl, la Champions League del nuoto che debutterà nel 2019, Federica Pellegrini si dice felice di essere in prima linea nel cambiamento della disciplina: «Il nuoto ha il dovere di diventare uno sport professionistico. Sono contenta di partecipare alla International Swimming League perché l'obiettivo è far salire il livello dell'intero movimento.
Il nostro sport è a un bivio storico e questo movimento arriva al momento giusto, spero aiuti il nuoto ad entrare in una nuova dimensione in termine di show, di diritti per noi nuotatori, d’incremento di visibilità. Io sono contenta e orgogliosa di rivestire questo ruolo».
Continua Federica Pellegrini: «Mi conoscete, sono una rivoluzionaria. Mi sono posta una mission precisa, adesso come atleta e in futuro vedremo in che vesti: voglio cercare di fare diventare il nuoto uno sport professionistico. Mi sono sempre spesa sin da piccolina, da quando ho iniziato a gareggiare, per rendere il nuoto in Italia più importante. No, non sto studiando da dirigente ma il mio è un messaggio preciso: per il nuoto io ci sarò sempre, per cercare di renderlo uno sport più evoluto».
Il progetto della Isl è stato fortemente osteggiato dalla Federazione internazionale (Fina) che minaccia gli atleti di sospensioni e addirittura di estrometterli dalle Olimpiadi.
«Questo braccio di ferro - spiega Federica Pellegrini, che unirà il ruolo di atleta a quello di 'Global Ambassador' della manifestazione - non ha senso e sono certa si troverà un accordo per soddisfare tutte le parti in causa. D'altronde come si potrebbero fare le Olimpiadi senza che ci siano gli atleti di élite?».
Konstantin Grigorishin, finanziatore e capo del Consiglio Consultivo della Isl, ha illustrato i suoi piani e il format di una competizione che coinvolgerà dodici squadre di nuoto, negli Stati Uniti e in Europa, a partire da agosto e culminante con le finali a Las Vegas nel prossimo mese di dicembre.
Nel suo primo anno, la Isl avrà un budget tra i quindici e i venti milioni di dollari, dei quali un minimo di 5,3 milioni sarà riservato ai premi per gli atleti che gareggiano per una squadra della League: questi incentivi aiuteranno gli atleti a sviluppare un percorso verso un futuro ancor più professionistico, e collegato in maniera efficace a maggiori opportunità commerciali.
La competizione coinvolgerà quindi le dodici squadre e culminerà con un play-off finale di quattro squadre che si affronteranno a Las Vegas il 17-22 dicembre.
Due i raggruppamenti: Europa e Stati Uniti. I team europei sono: Energy Standard, Stoccarda, Roma, Marsiglia, Budapest e Londra.
I team statunitensi, peraltro ancora in via di definizione, sono: Los Angeles, San Francisco, Atlanta, Austin, Washington DC e Phoenix. —
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