Gioco
Livorno, Peiani esce allo scoperto: «Ho 2-3 possibilità, entro il 15 gennaio aspetto le risposte»
Il fondatore e proprietario di Uappala Hotels spiega il suo piano per il club amaranto: «Spinelli ha rispettato gli accordi, Nogarin ci sta aiutando»
LIVORNO. Tanto per chiarirsi subito: non aspettatevi un nome perché non c’è. Ma Mirco Peiani mostra ottimismo e svela il suo piano per presentare entro il 15 gennaio un acquirente ad Aldo Spinelli.
Mirco Peiani, in questi giorni è difficile trovarla...
«Non mi trova neanche la mia famiglia, e non parliamo della mia azienda».
Che succede?
«Sto passando giornate intere a lavorare per il Livorno Calcio. Pranzi, cene, incontri, telefonate».
Con l’obiettivo di trovare un acquirente.
«Con l’obiettivo di trovare persone che possano dare un futuro al Livorno».
E le ha trovate?
«Ci stiamo lavorando».
Beh, è la solita risposta che ci ha dato quasi un mese fa».
«Non vado a parlare col primo che passa. Si tratta di imprenditori che, prima di mettersi a un tavolo anche solo per parlare, vogliono la riservatezza più assoluta».
Aldo Spinelli però ha detto che lei gli ha già parlato di un imprenditore straniero che il 15 potrebbe presentarsi a Genova per acquistare il Livorno».
«Abbiamo diverse persone che sono interessante».
E...?
«E ci sono 2-3 ipotesi concrete che mi lasciano molto ottimista».
Scusi se insistiamo. L’imprenditore straniero c’è o non c’è?
«C’è anche un imprenditorie straniero, sì. Ma non è il solo».
Viene difficile immaginare che il 15 gennaio il Livorno sia ceduto.
«Il 15 gennaio è una data che abbiamo messo per tirare le somme».
Cioè?
«Come detto ho diversi imprenditori in ballo. Tutti hanno avuto le cifre della due diligence ed hanno ben chiari i conti del Livorno. Entro il 15 aspetto una risposta. O un “ok, ci sto”, oppure un “no”. Non si può andare avanti all’infinito».
Un progetto del genere, se riesce, assomiglia molto a una cordata.
«Non chiudo la porta a nessuna ipotesi. Aspetto risposte da imprenditori forti che possono prendere il Livorno da soli ma magari sarebbero disposti a farlo solo insieme ad altri».
Il sindaco in tutto questo che ruolo ha?
«Il sindaco ci sta dando una grossa mano, e lo ringrazio. Ma nessuno pensi che il Livorno possa essere merce di scambio. Non è che qualcuno ci può dire “prendo il Livorno se mi date l’ippodromo”. Sarebbe fuori dal mondo».
Sa cosa pensano molti?
«Che cosa?»
La solita manfrina di quando si arriva gennaio, così si parla di società, nessuno interviene sul mercato e la squadra non si rinforza...
«No, su questo devo spezzare assolutamente una lancia a favore di Spinelli».
Prego.
«Aldo e Robetto Spinelli sono stati di una correttezza unica. In passato, da tifoso, anche io magari potevo avere perplessità sulla volontà di cedere. Ma stavolta la famiglia Spinelli ha dimostrato coi fatti di voler cedere il Livorno e non voler guadagnare».
E come lo hanno dimostrato?
«Con i numeri. Perché per acquistare il Livorno servono cifre basse, qui parliamo di 1 milione di euro per arrivare a fine stagione. Ma trovare un milione è il problema minore».
In che senso?
«Io non posso far acquistare il Livorno a un imprenditore che ci mette 1 milione e poi magari non ha i soldi per gestirlo nel futuro. Servono garanzie ampie, servono persone che regalino la stessa solidità che ha regalato Aldo Spinelli in questi anni alla guida del Livorno. Io ci sto provando con tutto me stesso».
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