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Il ritorno a casa di Nelso Ricci «Ma farò solo l’osservatore»

Fabrizio Pucci
Il ritorno a casa di Nelso Ricci «Ma farò solo l’osservatore»

Contratto fino a giugno ma non sarà operativo sul mercato: «Ci pensa Facci Io andrò in giro a visionare qualche giovane ma non incido sulla prima squadra»

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Il titolo di coda del 2018 non è stato il pareggio interno con il Piacenza del 30 dicembre. Il giorno di San Silvestro, infatti, è arrivata la notizia del ritorno a casa-Livorno di Nelso Ricci otto anni e mezzo dopo la sua ultima avventura amaranto.

Direttore, bentornato. Ma veniamo al sodo. Chi lo fa il mercato. Lei o Facci?

«Non ci sono dubbi: Facci».

Ma non è che rischiate di andare in contrasto?

«No, no. Ripeto che farà tutto Facci, ci mancherebbe altro».

E allora quale sarà il suo incarico?

«Faccio una premessa. Non vado a Genova da sei o sette anni, ma sono molto amico di Spinelli. In questi anni siamo sempre stati in contatto. Poi quando ho avuto qualche piccolo problema di salute mi chiamava ogni venti giorni».

Sì, ma lei non è tipo da venire solo in nome di un’amicizia. Deve essere operativo…

«Al massimo posso dare qualche consiglio. Ma neanche, perché Facci non ne ha bisogno. Io andrò a vedere qualche giocatore giovane. Non mi metto certo a fare mercato, a chiamare questo o quel procuratore».

Quindi fungerà da osservatore?

«Sì, ecco. Osservatore è una buona definizione. Non voglio incidere sulla prima squadra. Non sarebbe nemmeno giusto. Ho visto un allenamento e due partite, quelle contro Verona e Padova».

E che idea si è fatto della squadra?

«Ha dei valori, altrimenti non si va a pareggiare a Palermo e non si ferma il Verona. Con il Padova c’è stato un passo indietro, ma dopo quel gol balordo c’è stata una bella reazione anche in considerazione che si trattava della terza partita in una settimana. Mi ha sorpreso il Padova che ha giocato con quattro ragazzi del ’97, un ’96 e un ’95».

Detto questo servono rinforzi, giusto?

«Credo proprio di sì, anche perché nel girone di ritorno ci sarà da soffrire. A breve restituiranno due o tre punti al Foggia e questo peserà nella corsa alla salvezza. Il mercato, però, è lavoro di competenza di Mauro Facci. Con Roberto Breda forma un binomio molto affiatato. Si conoscono da una vita. Sono amici, hanno giocato e lavorato insieme. Hanno fatto grandi cose a Latina. Per fare un paragone tra loro c’è lo stesso rapporto che c’è tra me e Cristiano Lucarelli».

A proposito. L’ha più sentito?

«Certo».

E...?

«È rammaricato per la fine della sua avventura, ma è il primo tifoso del Livorno. Un fatto c’è: il Livorno viaggia come un treno. Sul piano atletico è la squadra che sta meglio. Un plauso va a Cristiano e al suo preparatore Bartali».

Torniamo all’attualità. Che mercato sarà?

«Difficile. Chi ha i giocatori buoni se li tiene e il Livorno deve pure sfoltire la rosa e non tutti sono disposti ad andare via o a scendere di categoria. E menomale che la classifica è migliorata, altrimenti sarebbe stato più difficile aprire le trattative per quei giocatori che interessano».

Il suo ritorno significa che Spinelli rimane al timone della società?

«Non lo so».

Ma almeno può dire di che umore è il presidente?

«È dispiaciuto per la contestazione. Dopo tutto non è bello accendere la tv e sentirsi mandare a quel paese. Ora comunque c'è da fare una sola cosa: spingere tutti insieme nella stessa direzione per salvare la categoria che è la cosa più importante». —

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