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I primi ruggiti di Luka il leone del Montenegro: «Ho sofferto in silenzio ora è la mia rivincita»

Fabrizio Pucci
I primi ruggiti di Luka il leone del Montenegro: «Ho sofferto in silenzio ora è la mia rivincita»

Livorno, voluto da Lucarelli in amaranto, in estate Spinelli l’ha pagato 800mila euro Inizio di stagione disastroso, ma ora Bogdan sta esplodendo 

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LIVORNO. Alzi la mano chi non ha mai dubitato delle qualità di Luka Bogdan dopo le sue brutte esibizioni contro Lecce, Spezia e Brescia. Diciamo la verità: ci sono stati giorni in cui era opinione (quasi) comune che uno dei maggiori investimenti economici della gestione Spinelli – 850.000 euro e quinquennale per un difensore e solenne firma del contratto apposta negli uffici del presidente – fosse un flop. E invece, questo spilungone croato di 195 centimetri in poche settimane ha fatto ricredere tutti, adesso sì, universalmente d'accordo su un fatto: ha fatto bene Cristiano Lucarelli a caldeggiarne l'acquisto la scorsa estate.

Bogdan, infatti, sembra destinato a un carrierone e quando il Livorno lo venderà (sulla scrivania di Spinelli ci sono già richieste dalla serie A, ne parliamo a parte) farà una plusvalenza da leccarsi i baffi. Riguardate le ultime cinque partite: Foggia, Palermo, Verona, Carpi e Padova. Godetevi le diagonali veloci, i tackle decisi, ma puliti, il furore agonistico di Luka, capace anche di proporsi in zona gol e grintoso come se fosse nato in piazza XX Settembre e non a Spalato.

Semplicemente Luka è tornato quello che era: un difensore molto forte su cui a giugno aveva messo gli occhi anche la Fiorentina. Quello che il suo procuratore Paoloni si coccola, dopo averlo messo sotto la propria ala in circostanze del tutto casuali. I due si incontrarono in un bar. Paoloni lo riconobbe e si misero a parlare. Fu feeling a prima vista e anche la fortuna di Bogdan che passò al Catania e ora è qui a menare e lottare per il Livorno.

Lui - 23 anni da compiere a marzo - spiega questa sua trasformazione: «Ho sofferto in silenzio - confida – perché per mia scelta non ho voluto parlare prima. In estate però ho accusato i primi infortuni della mia carriera. Ce ne sono stati due di fila. Avevo recuperato. Ero guarito, ma non stavo ancora bene fisicamente perché avevo saltato il ritiro e tutta la preparazione. Ora invece sono al top e riesco a dare il mio contributo alla squadra».

Squadra che non ha chiuso l'anno con il botto. Perché?

«Nel primo tempo della partita con il Padova non abbiamo messo la giusta intensità forse perché pensavamo di vincere facile e invece in serie B non esistono partite semplici. Ogni gara è equilibrata per cui bisogna avere sempre la mentalità mostrata nel secondo tempo per tirarci fuori le gambe».

Siete partiti contratti perché avevate tutto da perdere?

«No, no. Non avevamo paura di perdere. Eravamo consapevoli della nostra forza. Il fatto è che ci sono anche gli altri. Tra l'altro il Padova ha cambiato allenatore richiamando Bisoli che trasmette aggressività e grinta. Sapevamo che sarebbe stata una partita complicata e così è stata».

In altri tempi, però una partita così l'avreste persa...

«È vero. Dopo il primo tempo era importante fare uscire tutte le nostre qualità, la grinta e l'aggressività che abbiamo messo nelle ultime partite. Abbiamo anche cercato di vincerla fino all'ultimo minuto per cui siamo contenti di come è finita. Si tratta di un punto guadagnato. Siamo contenti di come abbiamo risistemato il nostro campionato nelle ultime settimane dell'anno».

Però, come dice Breda, non abbiamo ancora fatto niente.

«Ha ragione il mister. Dopo i dieci giorni di vacanza, di festa, dobbiamo ricominciare a lavorare ancora di più senza pensare a quello che abbiamo fatto fino ad ora. Ora dobbiamo liberare la testa, poi tornare e ricominciare dalla reazione vista nel secondo tempo con il Padova. Nell'intervallo di quella partita ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti le cose giuste che ci hanno motivato e ci hanno permesso di dominare i nostri avversari. Adesso speriamo che il 2019 ci porti tanti buoni risultati e la salvezza. Ce lo meritiamo noi e se lo meritano i nostri tifosi».

E il futuro di Bogdan?

«Ho il contratto, penso solo al Livorno. Buon anno...».
 

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di Redazione web