Gioco
Kluivert, il volo del figlio d’arte «Contento, ma ora viene il bello»
ROMA. Il girone di andata di Justin Kluivert, figlio d'arte, è lo specchio dei suoi 19 anni. Acuti abbaglianti e cadute tipiche dell’età. «Ciò che conta è la vittoria - dice dopo la vittoria della Roma a Parma - ovviamente sono felice, ma questo vale anche per la mia prova, visto che ho giocato 90 minuti e ho dato il mio contributo in entrambe le fasi». Il discorso, però, poi si sposta sul suo primo periodo in giallorosso. «Sono soddisfatto dei miei primi sei mesi alla Roma. Sia fuori che dentro al campo mi vedono come un adulto ed è per questo che ho già fatto qualche passo in avanti, che è necessario perché la Serie A non è un campionato facile. Differenze con l’Olanda? Lottiamo duro ogni partita per i tre punti, qui non ci sono partite facili. Questo vale soprattutto in trasferta: ogni partita è tosta, anche quelle contro le squadre in lotta per non retrocedere. Anche loro sono forti tatticamente, fisicamente e mentalmente. La vita fuori dal campo? In Olanda vivevo con mia madre, qui invece vivo da solo, mi è servito un po' per abituarmi, ma finora mi piace. Per questo sono ancora pienamente convinto della mia decisione di venire alla Roma. Gioco i miei minuti, faccio passi avanti, giochiamo meglio come squadra ogni settimana che passa. Insomma, i primi sei mesi sono stati personalmente buoni e penso che potrò mostrare ancora di più sia a livello personale che a livello di squadra nel 2019. Il meglio deve ancora venire». —
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