Gioco
«Abbiamo pagato un po’ la stanchezza Ma questi ragazzi meritano solo elogi»
Breda non fa drammi: «Nella ripresa ho visto il miglior Livorno. Mercato? Siamo troppi, prima di tutto c’è da sfoltire»
Roberto Breda entra subito nel tema del match e di un primo tempo “regalato”. Una squadra che era attesa ad una ulteriore conferma e che invece è apparsa un po’ appannata.
Come spiega questo passetto indietro?
«Ci siamo espressi male, senza intensità sia mentale che fisica. E non è per superficialità. Perché sapevamo quanto benissimo quanto questa partita era importante. Una spiegazione per una brillantezza mancata, può arrivarci dalle tre partite giocate in una settimana. Poi, non scordiamoci che è più facile difendersi che non piuttosto impostare».
E qui si sono acuiti certi difetti...
«A volte siamo stati troppo leziosi con la palla. Abbiamo fatto troppi tocchi prima di cambiare zone del campo, quando invece, in genere, non diamo riferimenti precisi all’avversario».
Molto meglio la ripresa.
«Sì, la ripresa è stata giusta, fatta a ritmi superiori, ho rivisto la squadra che mi aspetto e alla fine abbiamo rischiato di vincere».
Per Dainelli qualche problema muscolare?
«No, aveva però la febbre con vomito. Stava male, sembrava recuperato, ma durante la partita anche lui ha capito che era meglio essere sostituito».
Chi l’ha deluso?
«Non mi ha deluso nessuno. E non sarebbe neppure giusto parlare di delusione. Qui, corrono tutti, e tutti, questa volta hanno fatto un pochino meno del solito. Il motivo l’ho già spiegato. Aggiungerei, che oltre a tre patite a breve distanza, veniamo da una ricorsa importante. Ci sta essere un po’ stanchi. Di fisico e di testa. Non getto la croce addosso a nessuno».
Ha inserito Raicevic per Murilo...
«Filip sta crescendo di forma ma era uno dei più stanchi. Ho messo dentro Murilo perché è un finto brevilineo ma che di testa ci sa dare dentro. Ha i tempi giusti e buonissima elevazione. Ha caratteristiche diverse ma non perdevo certe soluzioni in avanti che solitamente si adottano con Raicevic in campo. Ho messo gamba dove potevo. Così come nel caso di Iapichino. Autore di un primo fantastico, poi si è spento. Ecco il perché di Porcino».
Non le pare che sia un Livorno troppo prevedibile con palla che passa sempre da Diamanti?
«Alino ha caratteristiche particolari ed è un grande giocatore. Tuttavia, se raddoppiano su di lui, significa che uno dei nostri è libero, creando superiorità in altre zone».
Ora, si comincia a pensare al mercato?
«Intanto pensiamo a tirare un po’ il fiato. Comunque il problema maggiore è che siamo troppi, la rosa va sfoltita».
Un bilancio dal suo arrivo?
«I bilanci si fanno a giugno. Quelli parziali non contano nulla e sono utili solo a distrarti dagli obiettivi che vuoi raggiungere». —
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