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Livorno

L’Inter a Empoli senza i suoi tifosi La partita speciale dell’ex Spalletti

di David Biuzzi e Alessandro Marmugi
L’Inter a Empoli senza i suoi tifosi La partita speciale dell’ex Spalletti

«Qui tanti legami». La fascia ad Asamoah? «Non serve». Annullati 2.400 biglietti. Botteghini aperti solo ai toscani

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Torna a rotolare, il pallone. Lo fa dopo un drammatico boxing day, come i tragici incidenti di Milano, che i segni li ha lasciati eccome. All’ombra della Madonnina come a Napoli.

Ma anche a Empoli, dove oggi arriva proprio l’Inter di Spalletti per una partita che avrebbe tanto da raccontare (ad esempio che il Castellani è stato il teatro del folgorante inizio di carriera in panchina dell’allenatore dei nerazzurri...) ma che sarà riservata a pochi. Oggi allo stadio resteranno chiusi i due settori solitamente riservati alle tifoserie ospiti (Curva sud e Tribuna laterale sud), con gli oltre 2.400 tagliandi già venduti ma annullati (saranno rimborsati, sul sito dell’Empoli la guida) e i botteghini che oggi, in pratica, saranno aperti solo per i residenti in Toscana (nei settori di Curva nord e Tribuna laterale nord).

Spalletti, sul Castellani, ha detto. «Sono affezionato a quel posto, sono stati i primi chilometri che ho fatto nel calcio. Ci torno sempre volentieri in quello stadio». Condanna netta di cori e violenza, ma sulla proposta del sindaco di Milano di dare la fascia di capitano ad Asamoah dice: «Le cose non si cambiano con un gesto ma con il continuo impegno quotidiano. Il capitano (Icardi) ha fatto vedere sul finale di partita quella che è la nostra idea e il nostro comportamento in generale». L’Empoli, chiamato all’impresa, non può assolutamente permettersi il lusso di non provarci. Le tre sconfitte consecutive incassate dagli azzurri (e culminate con la deludente prestazione di Santo Stefano in casa del Torino) impongono alla truppa di Beppe Iachini di non fallire. Almeno sotto il profilo della prestazione. «Quando si giocano partite ravvicinate – ha spiegato il tecnico – subentra anche la stanchezza mentale e gli errori sono più frequenti. Dobbiamo crescere, è chiaro, ma con Sampdoria e Torino abbiamo fatto dei buoni primi tempi. È un momento in cui al minimo tiro prendiamo gol. Ma noi dobbiamo sbagliare il meno possibile».

Partendo, appunto, dalla difficile sfida con l’Inter. «Non eravamo fenomeni prima non siamo dei brocchi oggi – sottolinea ancora il tecnico – sappiamo ora come prima che ci servono lavoro e tempo. Intanto affrontiamo una squadra forte, guidata da un grande allenatore come Luciano Spalletti. È una squadra che sa cambiar pelle con gli stessi giocatori, nella stessa gara hanno più facce. Serviranno compattezza e idee giuste. Se con queste squadre fai solo una fase perdi».

Ci proverà, l’Empoli, senza alcune pedine importanti: fuori causa gli squalificati Krunic e Di Lorenzo, ma anche l’infortunato Maietta. Iachini, dunque, dovrà disegnare una nuova difesa e non sono escluse neanche novità di ordine tattico con il “suo” 3-5-2 che potrebbe tornare a essere il vecchio 4-3-1-2 o anche trasformarsi in un 3-4-1-2. Lui, di sicuro, non anticipa molto sulle scelte. «Dobbiamo valutare bene la condizione fisica di alcuni ragazzi dopo due gare ravvicinate. In base a questo – spiega – potrebbe esserci anche una lettura diversa. Dovremo valutare sui recuperi. Tutti lavorano chiunque va in campo dovrà dare risposte. Consociamo due sistemi di gioco possiamo utilizzarli entrambi, vedremo». Al momento Rasmussen, Untersee e Acquah sembrano i favoriti per rimpiazzare gli assenti. Ma c’è anche il fantasista Zajc che scalpita per ritrovare un posto nell’undici titolare. Tra i nerazzurri Spalletti annuncia qualche cambio. Probabile Keita al posto di Perisic. Ma c’è anche Lautaro in pole.—


 

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