Il Tirreno

Livorno

«Bravo, silenzioso e senza presunzione: ecco perché ho puntato tutto su Breda»

Fabrizio Pucci
«Bravo, silenzioso e senza presunzione: ecco perché ho puntato tutto su Breda»

Il ds Facci tra tecnico, sfida col Padova e mercato. «Gli ultimi risultati non cambiano le nostre idee: arriveranno rinforzi»

4 MINUTI DI LETTURA







Se c'è molto di Roberto Breda nella rimonta in classifica del Livorno, allora significa che c'è molto anche di Mauro Facci perché dopo la sconfitta interna con il Perugia fu proprio il ds a caldeggiare l'ingaggio del tecnico veneto.

I due si conoscono da oltre vent'anni, dai tempi in cui giocavano insieme nella Salernitana. Si sono ritrovati a Latina – dove hanno sfiorato la clamorosa promozione in serie A – e ora provano a salvare il Livorno.

Facci, lei conosce bene Breda. Qual è il segreto dei questo allenatore?

«Il segreto è che non ha segreti. Ottiene risultati attraverso l'applicazione del suo credo, delle sue idee. In altre due interviste con voi ho dichiarato che Breda è un tipo molto concreto. Lo ribadisco oggi. Cercare sempre di ottenere il meglio dai giocatori che ha a disposizione e quando individua la strada giusta la segue con perseveranza».

Quindi, lei, al contrario di noi, non è sorpreso dalla rinascita del Livorno...

«No. Negli ultimi anni Breda ha sempre fatto bene. È accaduto a Terni, a Perugia, a Chiavari e anche a Latina. Dovunque è andata ha ottenuto lo stesso tipo di risultati prendendo squadre in difficoltà e facendole crescere in modo esponenziale. Questa è una costante della sua carriera».

Però Breda non ha mai fatto il grande salto. Perché?

«Secondo me è pronto per allenare in serie A. È in serie B da dieci anni e rimanere a certi livelli per tanto tempo non è facile. Significa che è un tecnico di grande qualità. Diciamo che per arrivare in A gli manca la giusta occasione. A Latina l'ha sfiorata, ma non è detto che non ci arrivi. Anzi. Il fatto è che certe volte un dettaglio, un pallone dentro o fuori per pochi centimetri, fa la differenza».

Che tipo è Breda?

«Silenzioso. Non presuntuoso».

E questo, nel calcio di oggi rischia di essere un difetto...

«Sì, ma lui è comunque molto stimato. Ora però pensiamo al nostro Livorno. Pensiamo a salvare la categoria. La crescita della squadra è evidente, ma la strada è ancora molto lunga».

Se la immaginava questa crescita?

«Ma sì. Non ho mai avuto dubbi sul valore dei nostri ragazzi. E poi c'è da dire che hanno sempre lavorato bene. Però quando la classifica è anemica tutto diventa più difficile e si gioca con meno serenità, i giocatori sono demoralizzati e non riescono ad esprimere il loro potenziale. Ora tutto è cambiato».

Ci sono giocatori che sono completamente cambiati. Chi l'ha impressionata di più?

«Sono felice per il rendimento di Agazzi. Lui in passato aveva già dimostrato di poter stare in questa categoria. Ora sta facendo molto bene e deve insistere. Lo stesso discorso vale per Bogdan. Non erano scarsi. E noi lo sapevamo. Purtroppo però nel calcio c'è la cattiva abitudine di esprimere giudizi frettolosi che possono far male ai singoli giocatori».

E a tutta la squadra...

«Certo. Ora però dobbiamo pensare che non abbiamo ancora fatto niente. Dobbiamo tenere il piede sull'acceleratore e vincere anche lo scontro diretto con il Padova per arrivare alla sosta nel migliore dei modi».

Alla sosta e al mercato...

«Sì».

A proposito. Ha più sentito il presidente?

«Lo sento, lo sento. È contento per gli ultimi risultati e per le ottime prestazioni».

Il Livorno viaggia veloce, ma questa non deve essere la scusa per non intervenire sul mercato. Perdoni la diffidenza...

«Sul mercato interveniamo. Sappiamo già che cosa ci serve. Ne abbiamo parlato con Breda e con la società».

Intanto Breda con le sue scelte, vedi Maiorino e Kozak, sta già sfoltendo la rosa...

«Diciamo che ci siamo portati avanti con il lavoro».

Torniamo alla partita con il Padova. È sfida da tutti allo stadio, ma c'è lo sciopero del tifo. Come la mettiamo?

«Spero che i nostri tifosi mettano da parte lo sciopero anche se poi con il Verona la nostra gente l'abbiamo sentita eccome. Qui c'è da salvare la serie B, da affrontare la partita con il Padova con lo stesso spirito e la stessa testa con cui abbiamo giocato le ultime quattro gare. Dobbiamo e vogliamo vincere perché è uno scontro diretto e in caso di arrivo a pari punti potremmo essere favoriti anche se c'è la partita di ritorno». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web