Il Tirreno

Livorno

«Una partita maledetta, quella data l’ho cancellata perché è una macchia»

F. P.
«Una partita maledetta, quella data l’ho cancellata perché è una macchia»

Matteo Lanza è stato ed è ancora un simbolo per i tifosi piellini  Domani non sarà al PalaMacchia, ma quel 4 gennaio non lo dimentica 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Matteo Lanza. 4 gennaio 1987, le dice niente questa data?

«No, mai sentita, perché’»

Via, su, non scherziamo, non è una data come le altre....

«Lo, so, lo so. È’per questo che l’ho cancellata dal calendario. Un po’come in certi palasport si fa con il seggiolino numero 17. C’è il 16 e poi il 18».

Vabbè, via, ormai siamo dentro, sappiamo tutti e due di cosa stiamo parlando...

«Sì, anche se non credo di avere colpe particolari la ritengo tutt’ora una macchia, una colpa che ho nei confronti della tifoseria che più mi ha voluto bene e che tutt’ora mi dimostra continuamente il suo affetto. Credo, se cancelliamo quell’episodio, di avere dato anche io abbastanza a loro. Per questo l’ho cancellato...»

Ma come fu possibile una simile debacle? Ancora a pochissimi minuti dalla sirena finale il 39 era ancora lontano...

«Ma allora mi volete proprio male a farmi ricordare certe cose. No, successe che noi non eravamo all’altezza di quella partita, con Mungar che sembrava un pesce fuor d’acqua e Albertazzi bloccato dal mal di schiena. Negli ultimi minuti mollammo completamente in difesa, convinti forse che anche loro avrebbero abbassato i giri del motore, che vincere di 30 fosse già un bottino più che sufficiente»

Invece andò diversamente?

«Invece giocarono alla morte fino in fondo e io solo dopo seppi che era stato abbattuto un record, che c’era un più 36 da difendere. Per questo non me lo sono mai perdonato. Non voglio scusanti, ma io non ne sapevo niente».

Ma domani ci sarà al derby?

«No, ogni volta che vengo si perde».

Pare che questa volta sia un po’difficile...

«Lo so, leggo, mi tengo informato su tutto quello che riguarda la Pielle. Leggo anche che molti dei tifosi sperano nel ribaltone, ma non sarà facile.

Perché?

«Una squadra, per quanto possa essere debole, quaranta punti in quaranta minuti li fa sempre e per la Pielle attuale arrivare a 80 non sarà per niente facile, anche se il derby a volte amplifica tutto. Ma poi, sarà davvero così importante, anche dovessero riuscirci? Certo, i tifosi li capisco. Ma è un po’ come quando gli juventini sbeffeggiano me che sono interista, dicendomi che hanno vinto sette scudetti di fila. E io rispondo, sì, ma noi abbiamo fatto il triplete. L’importante è vincerli i derby, di quanto conta il giusto».

Ma sono le stesse squadre di allora come sostiene qualcuno oppure è il contrario?

«Al di là dei nomi, che contano fino a un certo punto, la Pielle sicuramente sì, almeno da un punto di vista emotivo. Ci rivedo tutto, la stessa passione, l’amore, gli eccessi anche. Ho perfino rivisto striscioni e bandiere di quando ci giocavo io. E ogni volta che torno vedo facce nuove, ma anche quelli che conosco da una vita, magari un po’invecchiati ma sono loro. La Libertas non saprei, ma non sono certo io che devo dirlo». –

F. P.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web