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Livorno, non va così mAlino col Verona impresa possibile

Fabrizio Pucci
Livorno, non va così mAlino col Verona impresa possibile

Breda porta Diamanti nonostante l’infortunio al ginocchio contro il Palermo  I gialloblù vengono da due vittorie decisive e si sono rilanciati verso i piani alti

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Nei giorni scorsi, a margine di un’iniziativa natalizia, il direttore sportivo Facci ammise: «Nelle ultime tre partite dell’anno dobbiamo fare più punti possibile per presentarci al mercato di gennaio in una posizione di classifica migliore e quindi avere più argomenti per convincere a venire a Livorno quei giocatori che abbiamo individuato come rinforzi».

Ecco, in questa articolata, ma semplice considerazione del direttore sportivo, è descritta alla perfezione l’importanza di questo piccolo ciclo di ferro che inizia oggi con il Verona per esaurirsi prima della fine del 2018 con gli scontro diretti contro Carpi e Padova.

SALITA RIPIDA

La prima sfida è di quelle dal coefficiente di difficoltà elevato. L’Hellas è squadra nata e costruita per tornare subito in A e l’attuale sesto posto in classifica – a cinque punti dalla vetta – non è sufficiente per soddisfare l’esigente tifoseria gialloblu che un mese fa ha addirittura scioperato contro quello che definirono “disinteresse e arroganza del presidente Setti”. Malumore spazzato via dalle due vittorie consecutive ottenute contro due dirette concorrenti al salto di categoria: 1-0 a Benevento e un chiaro 3-1 con il Pescara.

LE ANSIE DI BREDA

Insomma, se il Verona non scoppia di salute, poco ci manca. Qualche grattacapo, invece, ce l’ha Breda. Anzi, per la verità il tecnico trevigiano, di noie ne ha una sola, ma è la più grande in ordine di importanza e di preoccupazione. Il suo Livorno sembra aver imboccato la strada maestra, quella lastricata da determinazione, accortezza e autostima, ma contro l’Hellas rischia di scendere in campo priva del suo faro. La presenza di Alino Diamanti, toccato duro la scorsa settimana a Palermo, è in forte dubbio. E non sarà della partita nemmeno il suo sostituto naturale Maiorino, non convocato in parte per necessità (qualche problema fisico il ragazzo lo ha accusato), ma pure per quella scelta tecnica che ha messo fuori dalla porta anche Kozak.

Vedremo quindi un Livorno più muscolare e meno fantasioso che non potrà nemmeno contare sull’apporto dei tifosi che hanno annunciato di continuare a scioperare.

Se a tutto questo aggiungiamo una spruzzata di peperoncino data dalla rivalità ideologica con i tifosi del Verona, ecco che vien da sé un pensiero elementare: chi pensa di assistere a una partita dal clima squisitamente natalizio, farà bene a rimanere a casa o andare in via Ricasoli per fare gli ultimi acquisti prima delle Feste. Oggi all’Ardenza, infatti, bisognerà essere brutti, sporchi e cattivi. Dal primo all’ultimo. Nessuno escluso. —

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