Gioco
C’era un volta la sfida tra le curve Ora sono “unite” contro le società
Domani sciopero della Nord, al Bentegodi è successo un mese fa
il racconto
Livorno e Verona, due tifoserie divise in maniera netta per motivi politici (una di estrema sinistra, l’altra di estrema destra) ma che reagiscono in modo simile quando si parla di vicende societarie. La potremmo chiamare mentalità ultrà, ed allora, forse, i punti di contatto riscontrati non sarebbero così pochi come potrebbe sembrare. La curva nord, il cuore pulsante della torcida amaranto, ha deciso che in occasione del sentitissimo match contro gli scaligeri lascerà vuota la parte centrale in segno di protesta.
Uno sciopero a oltranza in segno di protesta contro la proprietà ritenuta rea di non fare grande chiarezza sul futuro, nonostante nel frattempo Aldo Spinelli sia intervenuto con un comunicato ufficiale. Un filo rosso che accomuna Livorno e Verona lo offre il comportamento della curva gialloblù il 23 novembre scorso, quando, in occasione del match contro il Palermo, l’intero settore è rimasto deserto.
Un fatto mai accaduto nella storia del Bentegodi. Quando, al di là dell’auspicato risultato sportivo, si è fece leva su tutti affinché non acquistassero il biglietto della Sud. Un gesto contro la gestione Setti e le ragioni da lui addotte di bilancio. «Non possiamo permettere che questo presidente riesca a disperdere e rovinare quello che è il primo patrimonio dell’Hellas Verona: la sua gente. Noi non lo permetteremo mai. L’appuntamento è per tutti alle 19 sotto la Curva Sud. La partecipazione non è una semplice presa di posizione ma un vero e proprio gesto di responsabilità».
Un gesto eclatante, che ha fatto parlare, considerando l’attaccamento dei veronesi per la loro squadra. L’auspicio, è che nonostante la scelta, i giocatori in campo siano in grado di trascinare chi sarà sugli spalti, ricordando che sempre di un gioco si tratta, ma che il tifo non manchi. Per la memoria di Piermario Morosini infangata qualche tempo fa, alla quale Andrea Luci seppe rispondere al momento del suo avvicendamento con un saluto poco gradito agli uomini di nero vestiti. —
Flavio Lombardi
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