Il Tirreno

Livorno

La sfida di Alino, corsa contro il tempo «Esserci col Verona»

FLAVIO LOMBARDI

Diamanti dopo l’infortunio al ginocchio  ancora fermo ai box, pronto Maiorino  

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il retroscena

FLAVIO LOMBARDI

Trascorso un altro giorno, non c’è stato l’atteso aggiornamento su Instagram. Alino Diamanti, ventiquattro ore successive alla pubblicazione di una sua immagine con un tutore al ginocchio, è pancia a terra, proteso nel tentativo di recupero per scendere in campo contro il Verona.

Non solo per dare un ulteriore seguito alle sue prestazioni, non solo perché il match contro gli scaligeri ha, per la tifoseria amaranto, i suoi significati, ma soprattutto, perché non esiste il Livorno senza il suo Van Gogh dalle pennellate colorate, quello che accende la miccia durante uno qualsiasi dei novanta minuti.

Falletti, uruguagio in salsa rosanero, l’ha fatta grossa. Un’entrata assassina, degna ambasciatrice di un calcio che nel nostro continente un po’stona. Insomma, per AD23 scendere in campo sabato, equivarrebbe ad un miracolo.

Anche perché c’è a tenere di buon conto i due impegni successivi, a Carpi ed in casa col Padova. Utili, per continuare una ascesa in classifica che faccia restare le distanze dalla diretta concorrenza immutate o in condizioni di leggero vantaggio.

Ecco quindi stagliarsi all’orizzonte il dubbio amletico: farlo giocare a mezzo servizio, compromettendo un recupero pieno per le partite che seguono, o mettersi l’anima in pace e lasciarlo a riposo per averlo a pieno regime dopo?

Conoscendolo, farà fuoco e fiamme per esserci da subito. Conoscendolo, direbbe “col Verona, impossibile non esserci, a costo di entrare in campo con una gamba sola”.

Ma fra quel che pensa lui e quel che lo staff medico e il mister possono pensare, forse è più logico realizzare che Alino resti ai box per mettere l’elmetto successivamente.

Cosa significhi una sua eventuale assenza, a prescindere da quanto sia sentita questa partita, lo dicono i numeri. Un gol a Venezia, due al Perugia, due al Foggia nel 3-1 dell’ultimo impegno all’Ardenza, più l’assist per il pari di Raicevic sabato scorso a Palermo.

Cinque gol sugli undici segnati, portano il suo marchio e corrispondono al 45, 45 per cento del potenziale realizzativo degli amaranto in questo primo scorcio di stagione.

Per non parlare delle opportunità che regala, subendo falli (è in testa alla speciale classifica a quota 10) in ogni zona del campo e in conseguenza dei quali, può scaturire l’occasione da rete su palla inattiva. La speranza è l’ultima a morire, Diamanti ce la metterà tutta per uscire dal sottopasso alle ore 15 mentre suona l’inno al fianco di Luci e gli altri.

Ma è anche il momento di pensare all’alternativa più naturale: Pasquale Maiorino. Sul suo conto, lo stesso Diamanti ha speso belle parole in questi ultimi tempi, definendolo come un “tesoretto” che il Livorno ha a disposizione, buono per essere speso in questa serie B che lo ha spesso rifiutato ma nella quale può starci senza chiedere permesso a nessuno.

Sarà buona questa ipotesi, oppure l’altra con il 3-5-2 con Porcino quinto a sinistra e Murilo al fianco di Raicevic? –



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