Gioco
Il flop nelle coppe europee? Noi ci siamo sopravvalutati
Poche le novità dal turno di campionato, inequivocabile invece il messaggio arrivato dalla settimana horror in Europa: il calcio italiano è ancora lontano, purtroppo, da quello internazionale. A dirlo non sono solo le eliminazioni delle nostre, ma anche le qualificazioni agli ottavi. La Roma ha beneficiato di avversarie deboli, ma anche la Juventus, la nostra squadra più forte in assoluto, ancora non convince.
È formidabile in attacco, è formidabile in difesa, ma presenta chiare lacune a centrocampo. E questo può pesare molto in previsione futura.
In Italia la Vecchia Signora vince anche quando gioca male, in Europa la musica cambia, perché ci sono squadre più attrezzate. In Europa tanti giocatori associano la qualità di Pjanic alla corsa di Matuidi. Il centrocampo bianconero invece è incompleto. Lo è da anni, da quando sono stati ceduti elementi come Vidal e Pogba. Servirebbero giocatori di talento assoluto, l'affare a parametro zero può andarti bene una volta, ma alla lunga devi chiederti se sei più furbo tu a fare l'acquisto, o chi ha deciso di non rinnovare il contratto a un determinato calciatore. E se la Juve rischia di pagare questa incompletezza in Europa, figuriamoci le altre. Il Napoli sorprende persino per il modo in cui ha accettato l'eliminazione: Ancelotti al novantesimo minuto era tranquillo, sembrava quasi che avesse vinto.
Ma davvero è normale che la seconda società in Italia non arrivi agli ottavi? De Laurentiis dice che il Napoli è al livello delle big europee, ma i risultati in campionato hanno causato una sopravvalutazione della squadra.
L'Inter invece mantiene fede alla sua pazza tradizione riuscendo a fallire la qualificazione in un modo inimmaginabile alla vigilia.
Come accade spesso ai nerazzurri, dopo periodi eccellenti arriva lo schiaffone che rimette in dubbio tutto quanto.
Più attenuanti, nonostante la maniera in cui ha abbandonato l'Europa, le ha il Milan, squadra ancora in costruzione e da tempo priva di molti titolari ai quali non può rinunciare. Non che la strada sia più semplice, ora, per Inter e Napoli in Europa League, come non lo sarà per la Juve.
Ci siamo esaltati per le buone prestazioni contro Barcellona e Liverpool, o per le vittorie contro Tottenham e United. Eravamo ancora ai gironi di Champions. E siamo ancora molto indietro, rispetto al calcio europeo. —
(a cura di Giorgio Carlini)
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