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L’abbraccio del club Magnozzi «Forza ragazzi, ce la faremo»

Flavio Lombardi
L’abbraccio del club Magnozzi «Forza ragazzi, ce la faremo»

Tantissimi tifosi alla festa al Palazzo, presenti anche Protti, Breda e Diamanti E tra applausi, premi e brindisi, spunta anche la telefonata di Spinelli 

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Igor Protti, Mirco Peiani, Mauro Facci, Roberto Breda. Ma anche l’eroe del campo contro il Foggia, Alino Diamanti, e l’esperto difensore Dario Dainelli, che si sono aggiunti in rappresentanza dei giocatori. Tutti seduti attorno ad una tavola centrale, assieme allo “Slo” Massimiliano Casali e il responsabile della comunicazione Paolo Nacarlo, come ospiti d’onore della cena organizzata l’altro ieri sera all’hotel Palazzo, dal Club Mario Magnozzi.

Una occasione ormai tradizionale per lo scambio degli auguri in vista del prossimo Natale, ma anche occasione utile per tornare di qualche giorno indietro e ricordare il gran Livorno di domenica scorsa. Una partita che ha dimostrato che se la strada che deve condurre alla salvezza è ancora lunga e irta di difficoltà, il Livorno è tutt’altro che morto. «Ce la metteremo tutta – ha detto il mister chiamato a salutare i soci – non risparmieremo una goccia di sudore per ottenere l’obiettivo».

Enrico Fernandez Affricano, presidente del Club che ha fatto gli onori di casa, ha ricordato, durante la consegna dell’omaggio a Protti, i bei tempi di un giovane Igor che stava per spiccare il volo per una brillante carriera che lo ha portato sino a vincere la classifica dei cannonieri in serie A dividendo lo scettro con Beppe Signori. Un’epoca, si era nei pieni anni ’80, in cui l’imprenditore si accollò l’onore (e anche l’onere) di essere il numero uno della società amaranto. «Aver vinto la Coppa Italia nella finale contro il Campania, con uno stadio gremito in ogni ordine di posti, per noi, fu allora come aver vinto la Champions» ha detto il Signore delle reti, con un pizzico di nostalgia.

Facci, distratto per una sera dai pensieri e dalle strategie che inevitabilmente già lo proiettano alla fase del mercato di riparazione ha confidato: «Qualcosa certamente faremo. Come ho già detto altre volte durante l’estate, è necessario che ci sia qualcuno in partenza. Di cosa abbiamo bisogno lo so, chi ci può dare una mano a risalire posizioni di classifica è già individuato. E con Breda ci stiamo già scambiando le informazioni utili per centrare i rinforzi che ci possono offrire il cambiamento di marcia».

Triglia (simbolo del Magnozzi) su cristallo consegnata a tutti quanti, ed un piatto in argento donato al direttore generale, che ha ribadito l’impegno straordinario della famiglia Spinelli. E proprio Aldo Spinelli è stato raggiunto via telefono con una chiamata di Fernandez. Il quale gli ha ricordato che sarebbe bello venisse a Livorno in coincidenza del 28 febbraio, data in cui, ormai quasi venti anni fa, diventò ufficialmente proprietario dell’Unione.

Commosso dagli applausi uditi in sottofondo, Spinelli ha messo la palla in fallo laterale con un «vedremo...». —

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