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In ginocchio, per rialzarsi «Ora basta infortuni e vedrete il vero Giannetti»

F.L.
In ginocchio, per rialzarsi «Ora basta infortuni e vedrete il vero Giannetti»

Solo due reti per l’attaccante preso dal Cagliari: «Ho avuto di tutto, ora sto meglio e spero di essere convocato per Palermo Breda? Ha buone idee»

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LIVORNO. Niccolò Giannetti, ultima apparizione in campo a partire dal minuto 64 contro il Cittadella in sostituzione di Raicevic. Primo tentativo, nelle mosse di Breda, per scardinare lo scacchiere granata dei veneti, che non dette risultati sperati. Per sfiga soprattutto, ed anche per quel rigore sacrosanto non concesso da Baroni di Firenze per quel fallo un metro dentro l’area del portiere Paleari su Murilo.

Innanzi tutto quando pensa di rientrare?

«Adesso sto bene, ho iniziato parzialmente ad allenarmi in gruppo e spero di essere già convocabile per la trasferta di sabato».

Certo, che in questo primo scorcio di stagione gli infortuni non le sono mancati…

«Si, quel problema muscolare accusato a Pescara, sin da prima che calciassi quel maledetto rigore finito a lato, poi il pestone sulla mano rimediato a Benevento con conseguente operazione e una placca che dovrò tenere per almeno un anno. Poi, una piccola ricaduta che mi ha tenuto di nuovo ai box. Spero di aver esaurito e abbondantemente pagato il conto, pensando che è la prima stagione che mi capita di tutto e di più».

Fermo a due reti (una a Cosenza ed una con lo Spezia, entrambe di testa ndc), come si sente un attaccante costretto a soffrire in tribuna mentre i compagni combattono per i tre punti?

«Col Foggia siamo stati dei grandi, al di la della vittoria ottenuta. Spero si tratti di quella partita che poi ti segna la svolta stagionale. Aver capito finalmente che non siamo poi così brutti come tanti pensano, che siamo una squadra che ormai non deve vivere di rimpianti su quel che poteva essere con più fortuna e meno errori, e che da ora in poi, saremo un osso ancor più duro per tutti».

Mancava la fiducia insomma…

«La fiducia è l’essenza di tante cose. Nel calcio, come nella vita. Domenica si è visto uno sprazzo di vero Livorno, al quale adesso, bisogna dare continuità. Altrimenti non abbiamo fatto nulla. È bello vincere, ma rivincere lo è di più. Certe avversarie non sono così lontane e basta davvero poco per mettere le ali».

Battuta una squadra che virtualmente aveva 17 punti. Ora si va nella tana della capolista…

«Faccia tosta, affrontarli con il dovuto rispetto, ma scendendo in campo consapevoli delle nostre armi. Lasciando a casa le paure, facendo quello che sappiamo fare con tranquillità. Una ricetta semplice, anche se non facile, per tornare da Palermo col sorriso. Del resto, stiamo lavorando bene e nulla ci è precluso».

Come si vede tatticamente sotto la nuova guida?

«Bene. Del resto io mi adatto a tutte le posizione lì davanti e faccio cosa mi si chiede. Basta infortuni, e poi si vedrà il vero Giannetti».

Siete partiti con un tecnico, ora ne avete un altro. Differenze?

«Ogni allenatore è diverso dall’altro. Ciascuno ha il suo modo di vedere calcio e di approcciarsi ad una partita. Ci è dispiaciuto per Lucarelli che ha pagato colpe non sue. Ora c’è Breda che si è presentato bene, entrando in punta di piedi ma proponendo le sue idee in modo deciso. Sappiamo che passano i giocatori e i tecnici, ma la maglia resta perncui dobbiamo pensare al bene del Livorno e fare di tutto per regalare ai nostri tifosi le soddisfazioni che meritano». —

F.L.

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