Gioco
Peiani su Breda, Protti e il futuro societario
Il dg Peiani parla di squadra, futuro, campi e vivaio. «La società è presente, chiedete ai giocatori: non ci manca nulla»
LIVORNO. Squadra, società, vivaio e futuro del nostro Livorno. Da qualunque parti si guardi è il direttore generale Mirco Peiani l’unico uomo che in questo momento può spiegare cosa sta succedendo.
Mirco Peiani, partiamo dalle note positive o quelle negative?
«Partiamo dalle positive visto che ne avevamo bisogno».
Finalmente una vittoria.
«Una bella vittoria. Con occasioni da gol, gioco brillante e tanti singoli che stanno crescendo».
Soddisfatto di Breda?
«Molto. È un gran professionista, lo vedo da come lavora al Coni, da come prepara le partite. C’è la sua mano sulla crescita della squadra».
E domenica si è rivisto Protti in panchina.
«Igor fa parte della nostra squadra. Aveva chiesto un attimo di tregua, era giusto concedergliela. Lui è l’uomo giusto per stare con la squadra e lanciare messaggi ai giocatori».
A proposito di messaggi. Quello della curva, visti anche gli striscioni, è di chiara contestazione alla società.
«La Digos mi chiede sempre se voglio far togliere certi striscioni. E io dico no, perché è giusto che i tifosi possano esprimere il loro parere. Tantopiù i nostri, che ci seguono sempre ovunque e sappiamo che ci voglio bene».
Sì però la società...
«La società è presente, solida, tutt’altro che assente. Parlate coi giocatori e chiedete a loro se li manca qualcosa. Io cerco di essere più possibile al campo, Protti e Facci sono sempre presenti, abbiamo un team manager, tre fisioterapisti, tre segretari per ogni esigenza organizzativa. Il Foggia domenica è arrivato a Livorno dopo un viaggio infinito, noi cerchiamo sempre le soluzioni migliori per la nostra squadra. E se un giocatore ha bisogno, noi ci siamo sempre».
La nostra preoccupazione è anche per il domani.
«In che senso?»
Spinelli ha detto che lascia, ma c’è qualcuno che compra?
«Ci stiamo lavorando».
Peiani, scusi la franchezza. Ma lei ha un gruppo per rilevare il Livorno?
«Ho 3-4 persone con le quali sto dialogando».
Da dialogare ad acquistare ce ne passa.
«Ci sono anche fatti concreti. La due diligence è partita, vogliamo valutare bene i conti anche in prospettiva futura. C’è interesse intorno al Livorno, ve lo garantisco».
Ma Bulgarella?
«Preferisco non dire chi è il personaggio più solido che si sta interessando al Livorno».
Possibile che succeda qualcosa prima del 31 dicembre?
«Il 31 dicembre o 10 gennaio cambia poco».
Non siamo d’accordo.
«Perchè?»
Perché temiamo di arrivare al mercato senza capire chi dovrà tirare fuori i soldi per rinforzare la squadra. E magari finisce che non compriamo nessuno.
«Non è così. Mercoledì abbiamo fatto un pranzo con Breda e Facci, siamo già pronti a muoverci anche con questa organizzazione societaria».
Lo garantisce lei?
«Assolutamente sì».
Lei è sempre molto attivo e oggettivamente è l’unico imprenditore livornese che si è avvicinato al Livorno. Però in estate annunciò l’acquisto del nuovo centro sportivo per i giovani in Banditella e invece...
«È vero, ma ci sono delle motivazioni ben precise».
Ce le può dire?
«Certo. 1) Abbiamo fatto ogni tipo di verifica, dovremmo allargarci e ci sono dei problemi per farlo. 2) ci siamo trovati problemi burocratici non dipendenti da noi».
E quindi? A oggi abbiamo giovanili che vanno a Fornacette, a Rosignano...
«Abbiamo bisogno di spazio, il Comune sa che c’è questa necessità. Noi ci mettiamo soldi, perché in Borgo Cappuccini ad esempio il 22 inaugureremo dei nuovi campi splendidi. Ma ci serve ancora più spazio. Una struttura con 4-6 campi. Se ci dessero l’ok ad esempio per l’ippodromo, potremmo fare a nostre spese una struttura eccezionale di cui potrebbero usufruire tanti bimbi livornesi. Per noi far giocare le squadre fuori Livorno è solo un costo, mica siamo contenti. Ma c’è bisogno che il Comune capisca le nostre esigenze».
Lei è ottimista?
«Sì. Per la società stiamo facendo tutto il possibile, per la squadra vedo segnali importanti anche da parte della squadra. Posso dire una cosa su un giocatore?»
Prego
«Noi in squadra abbiamo un ragazzo eccezionale che si chiama Alessandro Diamanti. Voi non immaginate quanto ci tiene alla maglia. Io so che ha ricevuto una chiamata per andare in serie A a gennaio ma ha detto no perché vuole salvare il Livorno insieme a Valiani, a Mazzoni, a Luci, agli altri nostri leader. E pensare che qualcuno lo scorso dicembre convinse Spinelli a non prenderlo in C, nonostante io fossi disposto a metterci soldi come sponsor...»
Cosa dice ai tifosi?
«Che cerchiamo ogni giorno di fare del nostro meglio, che sto dedicando tutto il mio tempo al Livorno Calcio e di certo non per un guadagno, anzi. E siccome nasco tifoso, mi piacerebbe sentire di nuovo il tifo della nostra curva. Spero che i ragazzi tornino presto a spingerci». —
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