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Il risveglio da brividi di Canessa, bimbo di Colline: «Da tifoso a titolare: che gioia pazzesca»

Fabrizio Pucci
Il risveglio da brividi di Canessa, bimbo di Colline: «Da tifoso a titolare: che gioia pazzesca»

Livorno, Breda lo ha lanciato titolare. Ecco la storia di Alessio: ai primi calci nel Sorgenti Labrone alla scalata nel Livorno. «Avevo intuito che potevo giocare. Ma ora piedi per terra»

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LIVORNO. Alessio Canessa è il diciannovenne di Livorno più invidiato dai coetanei che hanno l'amaranto nel cuore. Ci pensate? Domenica non solo ha debuttato da titolare con la maglia del suo cuore sulla pelle, ma ha pure giocato bene. E poi al fianco di chi... di Alino Diamanti che faceva impazzire la città quando il piccolo Alessio andava alle elementari. Lui, bimbo di Colline, sfrontato, grintoso, determinato, in una parola tutta livornese “garoso”. Canessa ha emozionato tutti come succede quando la tifoseria vede esordire in prima squadra un suo figlio.

CHE RISVEGLIO

Ha dormito poco domenica notte Alessio. È stato tutto un ripensare ai flash di quella giornata pazzesca. Il risveglio è ancora pieno di emozioni ma il ragazzo sposta i riflettori. «No, non mi fate parlare tanto per favore. Ho solo giocato una partita, i protagonisti sono stati altri. Io devo sempre fare tutto». E queste, considerando i giovani di oggi, sono parole importanti, da apprezzare.

La scorsa settimana Breda lo ha tenuto sotto copertura. Poi lo ha lanciato. Lui ripensa ai giorni scorsi: «Avevo intuito qualcosa di positivo in settimana, ma non ho saputo che avrei giocato fino alla riunione pre gara».

Inevitabile il passaggio sulle sensazioni provate alla prima all'Ardenza: «Giocare al Picchi è stata un'emozione incredibile. Ho sempre tifato Livorno, seguendolo dai gradoni del nostro stadio». E il futuro? Ha la testa sulle spalle, Canessa, oltre al talento: «Voglio tenere i piedi per terra, non ho fatto niente e non mi piace parlare di me, c'è da pensare a fare il bene del gruppo e della squadra».

LA STELLA DEL SORGENTI

Ma chi è Alessio? Da quale galassia proviene questa stellina amaranto? Non da lontano, dal Sorgenti Labrone, la società nella quale tira i primi calci. E sono calcio dati bene Per fortuna, lui inosservato non passa per davvero agli occhi attenti dei talent scout del Livorno che gli fanno abbracciare l'amaranto quando Canessa ha appena nove anni.

In amaranto rimane con Doga fino al 2015 quando viene prestato all'Armando Picchi dove partecipa al campionato degli Allievi Regionali voluto dall’allora responsabile del settore giovanile Rinaldo Carnevali, uno che di talenti se te intende.

IL GOL NEL SANGUE

Partecipa non è il termine esatto, perché lui in quel torneo domina. Tortura le difese avversarie, è l'incubo dei portieri. Il tecnico Daniele Grossi lo utilizza senza soluzione di continuità e lui lo ripaga non con dieci gol e nemmeno con venti, ma con 40 reti! Quasi roba da Guinness dei primati. Con quel rendimento è inevitabile che il Livorno se lo riprenda.

Nel 2016/17 è la punta di diamante della Berretti del Livorno che sotto la sapiente guida di Marco Nappi vince lo scudetto riportando nella bacheca amaranto un trofeo nazionale più di mezzo secolo dopo il trionfo tricolore della De Martino.

Lui firma 15i gol, nessun banale, tutti fondamentali sulla strada verso il titolo.

CON I GRANDI

A diciotto anni spicca il volo per andare a giocare in una prima squadra. Lo prende il Ponsacco, in serie D. E quello è un campionato vero, mica da ridere. Lì i difensori pigliano palla o gamba, se ne fregano se davanti hanno un bimbo appena maggiorenne. Mister Maneschi lo tiene nella massima considerazione e Alessio, che sente la fiducia dell'ambiente rossoblu sfiora la doppia cifra in fatto di gol: nove, davvero niente male per un deb.

GLI ALLENATORI

Tre uomini per la crescita di un ragazzo. In successione grazie a Daniele Grossi, Canessa acquisisce piena maturità e consapevolezza che avrebbe fatto il calciatore, con Nappi il miglioramento nei movimenti da attaccante e con Maneschi acquista personalità. Non è ancora un giocatore fatto perché a 19 non lo si può essere, ma intanto qualcosa di buono questo ragazzo ha già dimostrato.

RITORNO A CASA

Il Livorno capisce di avere un gioiello tra le mani e lo richiama per guidare l'attacco della Primavera di Cannarsa. E Alessio come la prende? Come sempre, a modo suo, facendo parlare il campo.

Per lui sembrano non esserci gradini perché ogni volta che ne sale uno continua ad aver il vizio del gol. Sono otto, con la Primavera. Meraviglioso uno segnato in rovesciata al Frosinone. Prestazioni e gol che fanno drizzare le antenne a Lucarelli prima e a Breda poi che lo getta nella mischia vista con il Foggia in una partita delicatissima in chiave salvezza. Alessio ha risposto con una partita, anzi, con la solita partita di chi in campo si sente nel suo habitat naturale.

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