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Narazzurri ancora ko 

Piombino travolto dalla bufera Cuoiopelli perde la bussola e affonda ancora

Francesca Lenzi
Piombino travolto dalla bufera Cuoiopelli perde la bussola e affonda ancora

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PIOMBINO. Fischia il vento e infuria la bufera sullo stadio Magona. E la colpa non soltanto del maestrale che ieri ha fatto la voce grossa , scompigliando letteralmente capelli, maglie e buoni propositi dei nerazzurri. Il Piombino ha infatti perso contro la Cuoiopelli, secondo una tradizione che è difficile da abbattere. Stavolta però c’è qualcosa in più. O in meno. Dipende da come la si guarda. Di solito le sfide contro i conciari prevedevano di default polemiche e rigori contestati, azioni confuse e recriminazioni a non finire. Stavolta no. Questa volta abbiamo perso e tutti zitti, anche perché c’è davvero poco da dire. Il povero Giacobbe, nei primi quarantacinque minuti ha provato a lottare con il maestrale, ma a ogni rinvio più alto di una spanna, le raffiche maligne gli restituivano il pallone come volessero giocare con un boomerang invisibile e beffardo. Nella ripresa il favore di vento è toccato al Piombino ma pensate sia cambiato qualcosa? Quando mai. La Cuoio ha gestito senza particolari affanni, trovando anzi il raddoppio nel finale di gara. Come nel più crudele dei destini, il Piombino va sotto: al 3’, su calcio d’angolo di Ghelardoni, sbuca Tempesti sul secondo palo per l’1-0 degli ospiti. La reazione del Piombino manca a tal punto che all’11’ la Cuoiopelli rischia di raddoppiare con Mengali. Il rientro dagli spogliatoi non è indimenticabile. Occorre attendere il 10’ per un’azione degna di nota: Bigazzi lavora bene il pallone e appoggia a Zaccaria che calcia rasoterra. Il tiro, però, è debole e Grasso para senza problemi. Il Piombino cerca il gol – con poca convinzione a dire il vero – ma la Cuoio segna. E così al 38’ arriva il 2-0 degli ospiti con Ghelardoni che mette in rete, solo davanti a Giacobbe, su assist di Rossi, la rete della sicurezza. Gli ultimi minuti hanno il sapore del supplizio, con i tifosi che pian piano lasciano lo stadio. Fra questi anche gli ultras che hanno contestato società e giocatori. Fischia il vento e infuria la bufera al Magona. Nel mezzo, a prendersi le raffiche come fossero schiaffi, un Piombino ultimo e in forte crisi.

Francesca Lenzi

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