Gioco
Contro il Foggia la lampada di Alino ha fatto magie: «Tutto merito della città»
Livorno, partita pazzesca di Diamanti che rivela: «A Livorno sto d’incanto, ora tutti insieme combattiamo per la salvezza»
LIVORNO. Gli highlights di Livorno-Foggia in loop su youtube per continuare a stropicciarsi gli occhi per tutta la domenica sera e chissà per quanti giorni ancora dinanzi alle prodezze di Alino Diamanti. Immagini a ripetizione per rivedere, centellinare, gustare i suoi due gol e mezzo (se contiamo anche la traversa colpita da 55 metri) l'assist a Bruno e il continuo tormento per i difensori rossoneri che nelle prossime notti si sogneranno i guizzi dell'immarcabile 23 amaranto. Alino Diamanti in serie B è un'arma illegale. È fuori categoria. È come mettere una Ferrari a gareggiare tra le 500 e nemmeno le utilitarie in circolazione adesso, ma quelle del 1957, firmate dall'ingegner Giacoia.
RIFIUTATO E ABBRACCIATO
Sono i giocatori come lui che fanno innamorare le folle, che dànno un senso preciso al gioco del calcio. E dire che l'anno scorso abbiamo rischiammo di buttare via la promozione in Serie B perché l'allora dg Pecini non lo volle. Dinanzi al suo 'niet' non poté nulla nemmeno Mirco Peiani che invece sognava di vedere Alino in amaranto per vincere il campionato di Serie C per dispersione. Ve lo immaginate che cosa sarebbe successo con un Diamanti nel motore della squadra dello scorso anno? Altro che festa per la B alla penultima giornata. Forse saremmo andati in vacanza a inizio marzo! Storia vecchia. Per fortuna adesso Diamanti c'è. Eccome.
IL SUO SEGRETO
A fine partita in mix zone, il cappello grigio calato fin sopra gli occhi vispi ha fornito la candida spiegazione della sua strepitosa condizione e dell'invidiabile continuità a dispetto dei 35 anni suonati. Dopo tutto la carta d'identità gli serve solo quando gli chiedono di esibire i documenti: «L'età la dà l'anagrafe. Per il resto – ha dichiarato - io mi sento un ragazzino. Facendo gli scongiuri sono sempre stato in campo, ho sempre giocato. Mi sento bene come si sono sempre sentito fisicamente bene in questi anni. Poi è normale che ci sono posti in cui stai meglio, in altri peggio. E qui a Livorno ci sto d'incanto».
GIOCATORE ESEMPLARE
Il concetto è chiaro, ma è la conseguenza di un atteggiamento quotidiano: «Sinceramente – ha detto Alino - io non mollo mai perché sono tutti i giorni lì al campo. Sono il primo ad arrivare all'allenamento e l'ultimo ad andare via. Vivo il calcio con grande passione e professionalità. Poi quando non avrò più queste sensazioni me se starò a casa che ci sto anche bene. Intanto oggi (ieri ndc) sono contento. Lo sono quando segno e quando non faccio gol cerco di aiutare la squadra e sono felice lo stesso».
QUELLA TRAVERSA
Nel primo tempo ha provato a uccellare Bizzarri con una palombella da sessanta metri. E lui ci ha scherzato su: «Mi dispiace non aver fatto quel gol da metà campo, perché mi garbava proprio tanto farlo di lì. Ci tengo a segnare da metà campo. Scherzi a parte, sono contento per questa vittoria. I miei compagni se la meritano tutta perché durante la settimana lavorano bene e i successi dànno autostima. Certi errori che sono stati commessi in passato sabato e domenica sono stati causati proprio dalla scarsa fiducia. Se mi metto nei loro panni capisco che è difficile cresce in mezzo a tante sconfitte».
L'ANALISI DELLA PARTITA
Stuzzicato sul successo con il Foggia, Alino ha confidato come l'ha vista dal campo: «È stata una bella partita, di quelle che piacciono a me: maschia, combattuta. Mi sono divertito. E' stato uno spot per la serie B perché il Foggia è venuto qui a giocarsela. Il gol iniziale ci ha sbloccato e anche se abbiamo incassato il pari abbiamo continuato a giocare bene. Ad ogni contrasto eravamo lì e quando vinci i contrasti 99 su 100 vinci le partite. In questo fondamentale abbiamo fatto molto bene. Ora speriamo di continuare a migliorare».
Un attimo di pausa poi Alino aggiunge: «Questa vittoria ci fa trascorrere 3-4 giorni con un umore diverso, ma non bisogna mai scordarsi che siamo ancora ultimi in classifica. Ci siamo ricaricati e spero che d'ora in poi possiamo essere più sereni a cominciare dalla partita di Palermo dove andiamo a incontrare una squadra più forte. Noi però andremo per metterli in difficoltà Vogliamo migliorare e quale occasione migliore della sfida in casa della capolista».
IL CONSIGLIO A CANESSA.
Domenica Diamanti ha tenuto a battesimo il baby Alessio Canessa, al debutto in maglia amaranto con la prima squadra. Il “bimbo” è andato decisamente bene e questo anche grazie ad Alino che gli ha illustrato la strada da percorrere : «Gli ho soltanto detto: fai tutto quello che ti dico io. Punto. Così è stato. Lui è stato bravo. Gli faccio i complimenti. La sua è stata una bella partita: un cartellino giallo, tredici chilometri corsi. Quando i giovani si mettono a disposizione - spiega Alino - vengono chiamati in causa e rispondono presente sono contento. Ora tocca a lui dimostrare se ci può stare o no nella nostra squadra. Se ora abbassa le guardia o si rilassa allora è un giocatorello. Altrimenti continua a combattere e allora dimostra di essere un giocatore vero». Parola di Alino Diamanti, l'arma illegale della serie B, la Ferrari in mezzo alle 500 del 1957.
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