Gioco
Inter, Roma e Lazio: sbagliato criticare gli allenatori
Guardi Juve-Inter e vedi un match equilibrato. Poi al novantesimo minuto la classifica dice meno 14 per i nerazzurri. La differenza però ci sta tutta. Perché la continuità della Juve, l'Inter se la sogna. L'Inter è una squadra "pazza" che alterna serie di vittorie a capitomboli inaspettati. Nello scontro diretto la truppa di Spalletti si è comportata benissimo, avrebbe meritato di passare in vantaggio. I nerazzurri hanno giocato meglio e hanno creato di più. Ma la Vecchia Signora, oltre ai valori, ha due grandi qualità: la pazienza e la fiducia in se stessa.
La Juventus ha saputo aspettare, si è difesa, poi ha girato la partita. C'è chi ha criticato Spalletti per aver concesso questo ribaltone con i cambi inopportuni.
Prima di criticare, però, bisognerebbe chiedersi il mitivo per il quale il tecnico nerazzurro ha fatto quelle sostituzioni. E le motivazioni ci sono.
Spalletti sapeva che quella partita avrebbe potuto vincerla nel primo tempo, ma non più nella ripresa.
Così ha inserito un palleggiatore come Borja Valero per provare a rompere i ritmi della Juventus. Che non ha creato poi tanto di più nella ripresa.
Semplicemente, c'è stato un errore difensivo corale, e se sbagli contro la Juve paghi dazio. Alla fine ha vinto la squadra più equilibrata e più convinta della propria forza.
L'Inter è lontana dalla capolista non solo in classifica, ma anche nella mentalità: dà ancora l'impressione di giocare a sprazzi e di non credere in se stessa fino in fondo. Nella Capitale, invece, anche le coincidenze sottolineano le difficoltà di Roma e Lazio: entrambe riprese dopo il novantesimo, entrambe gettano via la vittoria in superiorità numerica (clamoroso il finale giallorosso), entrambe lasciano il passo alle milanesi in classifica.
Non poteva essere altrimenti, con la Roma indebolita sul mercato e i giocatori di maggior classe della Lazio copie sbiadite dell'anno passato.
Eppure, i due presidenti criticano gli allenatori. Lotito parla di Ferrari ingolfata, Pallotta mette Di Francesco sulla graticola. Ebbene, questo è quanto di peggio ci possa essere nel calcio. Due persone che non hanno rispetto per il lavoro degli altri. Un presidente serio se ha da dire qualcosa all'allenatore glielo dice in privato. In pubblico lo difende, come l'allenatore difende i giocatori. Quelli di Lotito e Pallotta sono giochetti che le grandi squadre, e i grandi dirigenti, non farebbero mai.
(a cura di Giorgio Carlini)
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