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Corre, sgomita, cerca il gol Che domenica per Canessa

Fabrizio Pucci
Corre, sgomita, cerca il gol Che domenica per Canessa

Un tiro parato da Bizzarri, poi mette lo zampino sull’1-0 e non molla mai Alessio, classe 1999, regala un debutto convincente ed esce tra gli applausi 

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LIVORNO. È nato nel '99 come il numero di maglia di Cristiano Lucarelli. È nato una domenica di settembre come Igor Protti. Il Signore delle Reti il giorno 24, Alessio Canessa il 12, mentre in quelle ore il Livorno pareggiava a Cittadella con gol di Sturba.

L'accostamento ai santini di casa amaranto non deve mettere pressione, ma solo stimolare il centravanti della Primavera che ieri Breda ha gettato nella mischia preferendolo a Murilo, che sembrava il candidato unico per la poltrona di partner d'attacco di Raicevic, visti l'infortunio di Giannetti e la mancata convocazione di Kozak.

Scelta coraggiosa, quella del tecnico trevigiano, ripagata da una buonissima prestazione di questo ragazzo che si è presentato subito bene. Suo il primo tiro dalla partita, una conclusione smorzata da un difensore che ha avuto il merito di sporcare i guantoni del portiere Bizzarri che potrebbe essere suo padre visto che è nato ventidue anni prima di lui.

APPROCCIO TOSTO

Ha numeri, fisico e la giusta sfrontatezza, Canessa. Chi segue la Primavera ne caldeggiava l'utilizzo da alcune settimana, data la sterilità offensiva degli amaranto. E lui nei primi cinque minuti, ha messo insieme più cose buone di quelle fatte da qualche suo compagno di reparto da luglio a ora. Dopo il tiro parato da Bizzarri, ha fornito a Diamanti il pallone che Alino ha sistemato in fondo al sacco con un destro sul quale il portiere rossonero ha scarabocchiato l'intervento.

È piaciuto, Alessio, perché oltre a metterci corsa e velocità (a 19 anni non potrebbe essere altrimenti) ha pure mostrato di aver i tempi degli inserimenti. Nel primo tempo una transizione sarebbe finita meglio se Raicevic lo avesse servito e non fosse andato dritto per la soluzione personale.

QUEL GIALLO

All'inizio c'era il timore che il ragazzino potesse essere stritolato da quei vecchi bucanieri dei difensori del Foggia, gente che non va tanto per il sottile perché in serie B va così: non c'è spazio per le buone maniere, per i convenevoli. Chi arriva o si adatta al clima da corrida o finisce al tappeto.

E invece è successo l'esatto contrario. È stato lui, con un'entrata decisa che gli è costata il primo cartellino della sua carriera da professionista, a mettere fuori causa il centrale Camporese, costretto ad uscire anzitempo.

Nella ripresa Alessio, radiocomandato da Alino Diamanti, ha continuato a giocare la sua buonissima partita fino a quando non è stato richiamato da Breda. Al suo posto è entrato Alessandro Bruno che ha pure segnato il gol della sicurezza. Lui, invece, l'ultimo arrivato, prima di tornare negli spogliatoi, si è preso gli applausi della tribuna ricambiati con un saluto a mani aperte. Come fanno i veterani che non hanno nelle gambe 70' con la prima squadra, ma centinaia di presenze. Di certo, per lui è stata una domenica indimenticabile, passata dapprima con il cuore in tumulto, le emozioni che mozzano il respiro e poi con il piacevole, sano autocompiacimento prodotto dalla consapevolezza di poter navigare nel mare magnum della B. —

Fabrizio Pucci

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di Redazione web