Gioco
Calvario Libertas I baby subiscono una dura lezione dal Castelfiorentino
LIVORNO. Finisce a -39 e magari qualcuno avrà sorriso amaro ripensando a quel numero fatidico, per tanti anni sinonimo di gioia per quegli stessi colori. Un'altra “non partita”, che Castelfiorentino domina con facilità, senza che questa volta ci sia il benché minimo equilibrio nemmeno nelle battute iniziali. I padroni di casa danno largo spazio a tutti quelli che di solito giocano poco o niente (almeno 10' in campo per ognuno degli 11 a referto per coach Betti), lo stesso, anche se in misura minore, sceglie di fare anche Martini cercando di dare l'unico senso possibile a questo campionato che, come direbbe Vasco Rossi, di senso non ne ha e cioè quello di far giocare il più possibile i giovani. Che però, in questa categoria, ben poco possono fare, pur con tutto l'impegno possibile. Così Castelfiorentino sfiora i 40 punti di margine senza nemmeno doversi scomodare a fare fallo (appena 9), tale e tanta è la facilità con la quale si riesce a contenere il fragile attacco della Libertas, sterile anche, solo 18 punti a metà gara. Insomma, un allenamento, per gli uni e per gli altri con qualche buona cosa messa in mostra, in casa Libertas, da Viacava e Granchi. Ma è veramente poco per dare un senso a queste trasferta. E quando arriva la fine, sembra che per tutti sia una liberazione. E un'altra è andata. Ma ne mancano ancora 16. Basteranno per cancellare quel maledetto 0 in classifica che dura da quasi un anno e mezzo?
F.P.
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