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Livorno

L’INTERVISTA 

Breda: «Bravi, ora inizia un nuovo campionato Diamanti trascinatore anche con i compagni»

Flavio Lombardi
Breda: «Bravi, ora inizia un nuovo campionato Diamanti trascinatore anche con i compagni»

L’allenatore si gode la vittoria, applaude Canessa («Ha il gol nel sangue») ma avverte: «Da molti mi aspetto di più»

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Un Roberto Breda visibilmente soddisfatto. Una squadra che, contro il Foggia, ha sentito certamente più “Sua”.

Mister, gran Livorno e un Diamanti superbo…

«Si, peccato che Alino abbia colpito la traversa da metà campo, sarebbe stato il gol del 2-0 e soprattutto le immagini avrebbero fatto il giro del mondo. Il nostro fantasista, ha prodotto giocate di qualità, impegno super, enorme voglia di correre, di vincere e di faticare. Quando un giocatore come lui dà questi segnali, trascina tutta la squadra In questa partita, tanti giocatori sono tornati a fare le fortune. A livello personale e al servizio del collettivo».

Anche Luci versione monumentale, al quale aggiungere la sua decisione di far debuttare Canessa…

«È stato un match importante da parte di tanti. Con questa vittoria ci siamo tolti, per adesso, dall’ultimo posto. Una posizione che condividiamo proprio col Foggia, ma potendo vantare intanto il vantaggio dello scontro diretto. Era il nostro obiettivo».

A prescindere dal risultato è proprio un tecnico contento…

«Non potrebbe essere diversamente. La prestazione, nonostante il forte vento, è stata ottima sotto tutti i punti di vista. Direi che pure la difesa ha fatto il proprio dovere contro un attacco mostruoso. Se guardo l’attacco, anche Raicevic ha fatto la partita giusta. È solo l’inizio, però, non usiamo toni trionfalistici. In casa, venivamo dal pari col Cittadella che è nei quartieri nobili, ma i pugliesi costituivano un avversario diverso proprio per la sua classifica. Ci voleva l’elmetto e lo abbiamo messo. Da qui ora, ripartire, davvero convinti che ce la possiamo giocare con tutti. A Palermo quindi, con grande umiltà ma con la faccia tosta».

Quando si attacca, non sempre però il centrocampo accompagna bene. E le seconde palle non sono nostre…

«Loro avevano una superiorità numerica in mezzo. Nel primo tempo, potevamo fare meglio. Poi sul nostro vantaggio ad inizio ripresa, qualcosa è cambiato. Ho cambiato modulo più di una volta, passando nel finale al 3-5-2 che ci ha dato ulteriori frutti col la rete di Bruno.

Torniamo su Canessa. Un capitale che cresce in casa?

«È stato bravo, si è appoggiato, ha corso, ha avuto due o tre situazioni importanti. Ha avuto l’atteggiamento giusto e si è meritato di scendere in campo per quel che aveva fatto in settimana. Ha il gol nel sangue e si vede come si muove. Adesso ha guadagnato il titolo per far parte del gruppo e sono molto soddisfatto. Ma non carichiamolo di troppe responsabilità. Limitiamoci a dire che ha altre doti importanti per far carriera. È un picchiatore, non ha paura. Qualità importanti per un classe ‘99».

La squadra ad un certo punto è stata brava a recuperare palla pressando…

«Abbiamo sfruttato il vento, una componente che poteva sporcare le traiettorie e favorire la nostra manovra nell’immediato sviluppo».

Murilo, conserva la tendenza ad allargarsi troppo…

«Ha tutte le caratteristiche per fare e bene tutti i ruoli d’attacco. Ma deve imparare a fare meglio le sue scelte attraverso i movimenti che fa. È troppo istintivo, spreca tanto correndo e non usa al meglio i tempi. Un giocatore che può essere molto più decisivo».

A Brescia disse che non si dovevano cercare capri espiatori. Era a livello mentale che dovevamo trovare serenità?

«Se guardo le partite sotto la mia guida, potevamo aver fatto 1 punto a Cremona, tre col Cittadella, più i tre col Foggia. Il Brescia, in casa, dà 4 gol a tanti. Nel dopo partita del Rigamonti, dissi che dovevo guardare i margini di crescita. Sapevo e so, che questa squadra vale altro. Era quindi necessario pensare al Foggia, con atteggiamento propositivo e la cultura del lavoro».

Un mese sulla panchina. Bilancio?

«I ragazzi mettono impegno, ascoltano e seguono. È evidente che quando sei ultimo ti fai troppe domande e perdi sicurezza. Tuttavia, mi piace la strada fino ad ora percorsa senza dichiararmi però contento. Perché mi aspetto ancora molto a livello individuale, specialmente da alcuni». —

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