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Livorno

Boxe, la scalata mondiale di Turchi: «Voglio ripartire da Livorno»

Mario Orsini
Boxe, la scalata mondiale di Turchi: «Voglio ripartire da Livorno»

Livorno, campione italiano dei mediomassimi, ha scelto la Fortitude come base: «Ho rinunciato all’esercito per la mia passione, da brividi come mi avete accolto» 

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LIVORNO. Fabio Turchi è indubbiamente uno dei prospetti più importanti della boxe italiana. Cresciuto a Firenze sotto le guide del padre Leonardo, campione d’Italia dei Mediomassimi, ha avuto una folgorante carriera dilettatistica con 108 incontri vinti e solo 7 persi. Campione d’Italia junior e youth, con due medaglie ai mondiali e alle olimpiadi giovanili, quindi ben due volte elite. La sua strada in nazionale era ostruita dal passaggio di Clemente Russo, così Fabio ha deciso di passare tra i professionisti. In poco tempo ha vinto il tricolore e si è proiettato sull’international WBC. Da tre mesi Fabio si è trasferito in provincia ed ha iniziato a farsi seguire alla nuova Fortitude di via Lamarmora da Lenny Bottai. Lo scorso 30 novembre a Firenze ha inflitto un duro Ko al forte ed esperto inglese Tony Conquest già corona nazionale e del Commonwelt. La vittoria di Fabio ha quindi un sapore livornese, visto che ormai è integratissimo in città e difatti è stato seguito da tanti ragazzi. Siamo andati a conoscerlo.

Con un posto al sicuro nell’esercito e una carriera davanti, come mai hai deciso di passare professionista?

«Ho sempre sognato di fare il pugile, di vincere quelle belle e colorate cinture che vedevo e ammiravo anche in casa dato che mio babbo era un pugile professionista titolato».

E poi?

«Ho provato a stare nell' ambiente statale per 4 anni ma purtroppo, o per fortuna, ho sempre avvertito che quella non era la mia dimensione benché potesse garantirmi certezze sul futuro. Sono una persona che ama la sfida e quindi ho deciso di mettermi in gioco. Fondamentale è stata la presenza della mia fidanzata Paola, anche lei atleta professionista di Kick Boxing».

Come sei finito a Livorno e alla Fortitude?

«Abito a Castelnuovo della Misericordia, ho sempre frequentato ed apprezzato questi luoghi. Essendo nuovo nell'ambiente dovevo iniziare un percorso con un nuovo tecnico e quindi il pensiero è andato subito alla Spes Fortitude dove conoscevo e ammiravo Lenny Bottai».

Che impressione hai avuto della città e della palestra?

«Livorno è una bellissima città ma più che altro sono rimasto colpito dall'accoglienza e il calore che mi hanno dato i livornesi facendomi sentire subito uno di loro. La Spes Fortitude è la palestra ideale per programmare una preparazione ad hoc».

Come hai preparato questo incontro e quanto tempo è servito?

«Abbiamo preparato il match in 2 mesi e mezzo, è stato un lavoro molto mirato attento a tutti i minimi dettagli».

Il ko è stato spettacolare, diciamo la ciliegina sulla torta, raccontacelo.

«Il Ko non è stato un colpo casuale ma il frutto dei vari lavori fatti in palestra guardando insieme a Lenny i video del mio avversario ».

Abbiamo letto il tuo post su Facebook nel quale parli di un rapporto particolare costruito con Lenny..

«Sono molto felice di aver approfondito la conoscenza di Lenny con cui mi rapportavo fin dai tempi che iniziavo la mia carriera dilettantistica. L' ho sempre ammirato per intelligenza e coerenza in quello che fa. Stando a stretto contatto con lui in questi mesi ho imparato ulteriori cose che mi hanno fatto crescere come pugile ma anche come uomo. Sono entusiasta».

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