Il Tirreno

Livorno

Livorno calcio

Stringara, il doppio ex: «Breda non segua Lucarelli, serve un Livorno che attacca»

Flavio Lombardi
Stringara, il doppio ex: «Breda non segua Lucarelli, serve un Livorno che attacca»

Livorno, il tecnico: «Non c’è tempo, gli amaranto hanno finito i bonus Io giocherei col 4-3-3 con Maiorino, Diamanti e una punta, bastano 2 vittorie...»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO.  Nel 2012, i tifosi del Nancy, il club che lanciò nella seconda metà degli anni ‘70 in League1 Michel Platini, esposero uno striscione con un messaggio grande e rosso: “la porta è qui”. Li imitarono due anni più tardi quelli tedeschi del Magdeburgo che fecero una coreografia itinerante in curva, mostrando con le frecce ai loro giocatori dove dovevano far gol.  Chissà se al Livorno che ha segnato tre volte negli ultimi 6 match ed è a digiuno completo da tre partite (Cremonese, Cittadella, Brescia) possa essere utile qualcosa del genere...

Secondo Paolo Stringara meglio lasciar perdere. Nessuno, meglio di lui, ex su entrambe le panchine, può presentare la sfida di domenica contro il Foggia: «Per carità, non facciamo una cosa del genere, ucciderebbe definitivamente il morale dei giocatori», commenta.

E allora come si fa a trovare il bandolo della matassa?

«Il Livorno deve trovare un nuovo equilibrio».

Se lei fosse in panchina cosa farebbe?

«Metterei insieme chi mi garantisce un progetto più tecnico».

Cioè?

«In attesa del mercato, un attaccante, più Maiorino e Diamanti. Con Alino, ad avere compito di costruzione del gioco, visto che qualche problemino c’è anche lì».

Dunque cambierebbe assetto al Livorno?

«Stare dietro non paga, proverei a dare una identità più propositiva. Battezzerei due mezze ali, giocando a quattro dietro. E allora dentro Di Gennaro e un altro, Gasbarro a sinistra, Fazzi a destra. C’è da cercare di vincere».

Qualcuno sostiene che se Giannetti non avesse sbagliato il rigore a Pescara, sarebbe stata un’altra storia…

«Ma non diciamo bischerate. Magari lo faceva e perdevi lo stesso. Poi, era l’esordio in campionato».

Le torri in difesa per ora hanno deluso…

«Se marchi a zona e vedi che non va, vai a uomo. Tanto, peggio non fai. E cambiare allenatore e restare ancorati a certi retaggi, non va bene».

Cioè?

«Breda ha sempre giocato col 4-3-3 e dovrebbe andare per la sua strada, senza farsi condizionare troppo da certi punti fermi della passata gestione del mio amico Cristiano Lucarelli. Niente surrogato di una cosa che non ha funzionato».

Le sembra che il Foggia sia in calo dopo la partenza sparata?

«Non credo che il Foggia stia accusando una preparazione studiata per recuperare gli otto punti di penalizzazione. Quando col Livorno facemmo 9 vittorie consecutive iniziali, fu la preparazione più dura che abbia mai fatto e la squadra fece bene dall’inizio alla fine. Sarà una partita fondamentale. Il Livorno ha finito i bonus, niente più margini d’errore, mentre le altre possono permettersi passi falsi. Con un paio di vittorie si rientra in corsa».

Chi c’è da temere di più fra i rossoneri?

«Formazione omogenea, senza grosse stelle. Certo, se dovessi fare un nome, direi Mazzeo che ho avuto a Cosenza. Uno che resta avulso per tutta la partita e poi si sveglia e ti fa male».

Domenica sarà allo stadio?

«No, la guardo da casa».

Un pronostico?

«Non vorrei portare sfiga. Dico solo forza Livorno».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web