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Baby calciatori greci con le maglie amaranto, è nata la Livorno Athens Academy

Nicolò Cecioni
Baby calciatori greci con le maglie amaranto, è nata la Livorno Athens Academy

L’idea è partita da Atene da Hatziroditis, ultrà dell’Aek: «È un progetto dedicato al gemellaggio: abbiamo oltre 70 ragazzi»

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LIVORNO.  In Grecia il cuore amaranto batte fortissimo. Si sono celebrati i 15 anni di gemellaggio tra gli ultrà del Livorno e quelli dell'Aek e sia qui che ad Atene i sentimenti di amicizia, rispetto e stima sono reciproci. Una vera e propria fratellanza amaranti-giallo-nera. Sono frequentissime le visite dei tifosi delle due squadre “in casa” dell'altra, dove per “casa” ovviamente si intende la Curva. Nella Nord quasi ogni partita si vedono stendardi gialloneri e all'Olimpico di Atene sventolano fiere le bandiere amaranto. Ma se già questa cosa vi sembra incredibile, sappiate che all'ombra del Partenone si sono spinti ben oltre. Là oggi è nata la prima scuola calcio straniera nel nome di Livorno.

Si tratta della Livorno Athens Academy, una fucina di campioncini dove quotidianamente si allenano circa 70 bambini. Tutti con le maglie amaranto e il simbolo del Livorno sul cuore. L'idea è partita da Manthos Hatziroditis, un ragazzo che fa parte degli Original21, lo storico gruppo ultrà dell'Aek. Il suo amore per il Livorno era talmente grande che nel 2014 ha deciso di realizzare questo progetto che oggi è tra i più importanti e attivi della capitale greca. «I'm very proud for the friendship with Livorno fans» ci scrive tutto entusiasta. «Sono molto orgoglioso – è la traduzione in italiano – dell'amicizia con i tifosi del Livorno». E poi continua: «Ho 40 anni e da 20 faccio parte del gruppo Original21. Sono venuto a Livorno tre volte e sono tate tutte esperienze fantastiche. Ci hanno accolto alla grande, è stato come essere a casa».

L'ultimo viaggio in Italia è stato in occasione del match di Europa League tra Milan e Aek. «Sono venuto a salutare i miei fratelli amaranto e poi, tutti insieme, siamo andati a San Siro per vedere la partita accanto. È stato bellissimo». Ma la cosa che Manthos adora più del calcio sono i bambini. E così 4 anni fa decise di aprire un' academy per insegnare ai più piccoli come si gioca a pallone. «Io ho allenato per 10 anni e ho 3 diplomi: Uefa C, Uefa B e Futsa. Ma non mi piace insegnare agli adulti, preferisco stare con i bimbi. Perciò ho creato questa scuola calcio e ho deciso di dedicarla al gemellaggio tra gli amaranto e i gialloneri».

E da essere una scommessa, la Livorno Athens Academy oggi conta oltre 70 tesserati. «Abbiamo gli Under 14, gli Under 12, gli Under 10 e gli Under 8. In tutto sono più di 70 ragazzi che giocano con le magliette amaranto e il simbolo del Livorno sul cuore. Sono seguiti, oltre che da me, da un assistente allenatore e da un preparatore dei portieri. Io seguo tre gruppi, ognuno di 12-16 giocatori. Giochiamo nei vari campionati di categoria e cerchiamo di farci valere contro tutte le altre squadre, anche se ancora sono troppo piccoli per l'agonismo».

Comunque qualcuno si è già messo in mostra ed è stato selezionato proprio dall'Aek. «Sì, 6 nostri ragazzi adesso giocano nelle giovanili dell'Aek e per me questa è la più grande soddisfazione. Noi abbiamo una partnership con la società giallonera e ogni anno diamo loro alcuni giocatori. Adesso ne hanno 3 del 2006 e 3 del 2007».

Nell'Academy di Manthos, oltre al calcio, si parla pure del rapporto tra le due tifoserie. «Ai bambini raccontiamo sempre la storia del gemellaggio con il Livorno, in modo che tutti tifino per gli amaranto. La mia è anche un'affinità politica con gli ultrà livornesi visto che la penso come la Curva Nord. Il mio idolo assoluto è Cristiano Lucarelli, un uomo che rappresenta molto più che un giocatore. Spesso organizziamo partitelle con i genitori dei bimbi dell'Academy e io sceglio sempre il numero 99». Il sogno di Manthos è quello di creare una vera e propria collaborazione, coinvolgendo anche il Livorno Calcio e la scuola calcio amaranti. «Non credo che la società del Livorno conosca il mio progetto. Molti tifosi livornesi sì e tifano per noi. Ma mi piacerebbe che anche i dirigenti ne fossero a conoscenza e per questo vorrei parlare con qualcuno dei responsabili del settore giovanile. Sarebbe fantastico».
 

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