Gioco
Abbiamo un record: non segna nessuno Tra serie A e B Livorno è il peggior attacco
Solo 8 i gol segnati dagli amaranto, uno ogni due partite Dalle punte appena 3 reti, in C peggio di noi solo l’Albinoleffe
Diciamo subito che la prolificità in attacco del Livorno non ha eguali in serie A e in serie B. È proprio il più brutto dei primi due campionati professionistici italiani, con le sue 8 reti all’attivo. Nel massimo campionato, poco meglio, hanno fatto Frosinone e Chievo, con 11 gol, stesso traguardo in cadetteria, che può esibire il Carpi.
Se poi scendiamo di una categoria, vediamo che una che fino ad ora ha fatto peggio, c’è: si tratta dell’Albinoleffe (6 centri), una squadra che però subisce anche poco, malata più che altro di pareggite.
Stessi numeri degli amaranto, là davanti asfittiche e con pochi segni di vita, ecco l’Arzachena nel girone A e il Bisceglie in quello meridionale. Volendo poi dare uno sguardo anche all’estero, rivolgendo l’attenzione agli altri maggiori tornei continentali, c’è lo Stoccarda in Bundesliga che fino ad oggi ha perforato la porta avversaria 9 volte così come ha fatto in Premier l’Huddersfield.
La squadra ha fatto male già con Cristiano Lucarelli. Dieci partite che hanno fruttato (equamente divise fra trasferte e match al Picchi) 5 punti per una media punti-partita di 0,5 e messo sul piatto 8 reti alla media di 0,8 segnate ogni 90’.
Dopo il 2-3 interno col Perugia, il cambio alla guida. Arriva Breda, forse pensando al noto marchio di armi. Finalmente uno che saprà come armare i “pistoleri” amaranto, ha pensato qualcuno. Solo che qui non c’è Cristiano Ronaldo che, quel soprannome se l’è guadagnato per la posizione che assume prima di battere le punizioni. Così, la 44 magnum de noantri, hanno imparato a conoscerla tutti. Un bel tappo rosso sulla canna, come fosse un giocattolo.
Otto reti all’attivo, si è detto. Due di esse, su rigore. Non è tutto. Perché una arriva da un centrale (Di Gennaro a Salerno), un’altra da un esterno di centrocampo (Porcino a Pescara), tre da un trequartista, Diamanti. Alino ha realizzato su rigore a Venezia e col Perugia, quando al bel tiro al volo, seppe replicare con un tiro dagli undici metri.
Le marcature che arrivano in dote dalle punte sono quindi tre. Due di Giannetti (il bel pari a Cosenza e quella inutile con lo Spezia) e una di Raicevic con la scivolata sotto porta contro l’Ascoli. Si può dire che solo tre di questi sono poi risultati decisivi per muovere la classifica: il pareggio di Cosenza (Giannetti), il pareggio di Venezia (Diamanti), la vittoria con l’Ascoli (Raicevic).
Spesso si sono cambiate le carte, la coppia più gettonata di partenza è quella Raicevic-Murilo, vista per tre volte. Questi, sono anche i due che hanno collezionato sino a questo momento più presenze: 10, seguiti dalle 8 di Kozak e le 7 di Giannetti.
Ancora una volta i numeri danno una visione cruda della situazione. Considerando la durata di ciascuna partita 90’, il minutaggio maggiore è per il brasiliano con 625’ (ancora all’asciutto), seguito dai 547’ di Raicevic (un solo bersaglio), i 365’ di Giannetti (due soddisfazioni) e i 280’ di Kozak. La classifica dell’astinenza, vede quindi in testa Murilo, poi ecco i 368’ di Raicevic (dal 42’ del primo tempo con l’Ascoli, sommato alle successive sostituzioni subite e ingressi a partita iniziata), i 280’ di Kozak e 165’ di Giannetti per il quale c’è stato in mezzo anche l’infortunio alla mano nella ripresa di Benevento e seguente operazione.
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