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Valiani è la bandiera «Io non mi arrendo»

F.P.

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LIVORNO. Ha corso in lungo e in largo fino a quando Breda lo ha richiamato in panchina. E dopo la partita ha avuto ancora fiato per rispondere ai giornalisti. Ciccio Valiani è un esempio, anche di onestà. Lui ci mette sempre la faccia e parla in modo trasparente senza ricorrere a scusanti che sinceramente non possono esserci più: «Parliamo sempre delle stesso cose. Di un gol presto da calcio piazzato, di questo momento-no che non vuole abbandonarci, anche se noi vogliamo abbandonare lui. Ora la situazione si fa dura, ma non possiamo scoraggiarci». Ma come fate a non mollare dopo quest'altra mazzata? «Noi sappiamo che possiamo fare meglio quando attacchiamo e anche dietro. Non amo piangermi addosso. La mia testa è già a martedì e alla partita con il Foggia. Analizzeremo gli errori commessi a Brescia, ma trascinarsi le scorie di questa sconfitta non porta a nulla. Una cosa è certa: molleremo solo a giugno. Il rischio di rattristarci c'è, ma non dobbiamo guardare la classifica». C'è una ricetta per uscire da questa situazione? «Io ne conosco una sola: il lavoro. E comunque dobbiamo provarle tutte anche a costo di snaturarci, di scalciare di più, di combattere di più, di non finire le partite in undici, di provare anche le soluzioni dalla distanza, tirare dai 30 o dai 40 metri. Mi rendo conto che ogni settimana ripetiamo le stesse cose e che spesso usiamo frasi retoriche, ma la realtà è questa. La strada si sta facendo sempre più dura, ma qui nessuno ha intenzione di innalzare bandiera bianca. Ora pensiamo al Foggia, poi si vedrà».

F.P.

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di Redazione web