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«Niente capri espiatori o si sfascia tutto Il gioco c’è ma poi negli ultimi 20 metri...»

Alessandro Bernini
«Niente capri espiatori o si sfascia tutto Il gioco c’è ma poi negli ultimi 20 metri...»

Breda sconsolato, sceglie di non parlare di singoli e mercato: devo capire come posso far rendere al meglio i giocatori 

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Voce bassa da depressione, con le parole cerca di salvare il salvabile, di non ridurre tutto a cocci. Ma la sensazione, ascoltando Roberto Breda, è che non possa dire davvero ciò che pensa. Anche lui forse non si aspettava tutte queste difficoltà e ora dovrà convivere con l’ombra di Lucarelli perché chissà cosa potrebbe succedere se disgraziatamente dovessimo perdere anche domenica prossima contro il Foggia.

Mister, altro giro, altri errori difensivi, altri errori in attacco e altra sconfitta.

«Così in effetti è abbastanza difficile, anche se poi magari durante la partita fai cose giuste e te la giochi con l’avversario».

Si ma certo errori sono imperdonabili. Tipo quello di Bogdan sul 2-0.

«Ecco, questa è l’unica cosa che non dobbiamo fare».

Cioè?

«Non dobbiamo cercare capri espiatori».

È anche vero però che ci sono errori dei singoli abbastanza clamorosi. Come quelli di Raicevic davanti alla porta.

«Se si parla di singoli, lo ripeto, si creano capri espiatori. E in questo modo si corre il serio rischio che possano nascere anche delle spaccature all’interno della squadra».

Restiamo allora sul generico. Il Brescia ha vinto perché ha due attaccanti che insieme hanno segnato 15 gol e noi ne abbiamo cinque che insieme hanno segnato 2 gol. È d’accordo?

«Questi sono numeri oggettivi per cui non si scappa. Ma io devo guardare oltre, devo cercare di capire come si possa far rendere meglio questi giocatori».

D’accordo. Ma esiste un modo di far segnare Raicevic e di smettere di prendere gol su palle inattive?

«Ci dobbiamo lavorare».

O forse sarebbe meglio pensare già ai giocatori da comprare.

«Non posso farlo».

In che senso?

«Oggi non mi posso permettere di guardare già a cosa potrei allenare a gennaio. Qui ci servono punti adesso, non a gennaio. E poi ci sono giocatori che, se vogliono, possono dimostrarmi che meritano di giocare. Posso fare un esempio?».

Certo.

«Io a Terni avevo un giocatore che si chiamava Jansen. Fino a dicembre non toccò campo, poi in allenamento iniziò a dimostrarmi che poteva darci qualcosa, lo feci giocare e da quel giorno non l’ho più tolto».

Si riferisce a Kozak?

«Mi riferisco a tutti».

Resta il fatto che Diamanti e Valiani sono sempre i migliori.

«Hanno fatto buone cose, Valiani è un ragazzo tatticamente molto intelligente e sa adattarsi ovunque. Ma gli altri devono sfruttare di più ciò che loro fanno. E magari anche loro possono essere un po’ più determin anti».

Il modulo, questo 3-4-2-1, oggi sembra una delle poche certezze che ha.

«Sì, nelle ultime due partite il modulo ha funzionato, sia col Brescia che col Cittadella la partita l’abbiamo fatta. Il gioco c’è, ma ci perdiamo negli ultimi 15 metri». —

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