Gioco
Italia che fortuna per gli Europei un girone facile facile
Nel gruppo J insieme agli azzurri ci sono Bosnia, Grecia, Finlandia, Armenia e Liechtenstein. Mancini ride
Dicono che la fortuna è cieca, ma stavolta ci ha visto benissimo. E ha baciato in fronte l’Italia di Roberto Mancini che si ritrova un tappeto rosso disteso lungo la via che porta agli Europei del 2020. Bosnia, Finlandia, Grecia, Armenia e Liechtenstein: questi gli avversari che la dea bendata ha destinato agli azzurri nel girone J di qualificazione al torneo continentale, la cui fase finale si svolgerà tra il giugno e il luglio del 2020 e sarà ospitata da 12 città e capitali (c’è anche Roma). Per un’Italia appena normale sarebbe una passeggiata. Ma quella che ha ereditato Mancini è ancora convalescente, dopo il disastro della mancata qualificazione ai Mondiali di Russia. Però, almeno nelle ultime uscite, sta dimostrando segni di risveglio. Quindi l’ottimismo è d’obbligo.
Così dall’urna di Dublino, dove gli ex campioni Nuno Gomes, Vitor Bahìa e Robbie Keane pescano a piene mani le biglie della speranza, viene fuori un girone morbido per l’Italia. Il cammino verso la fase finale dell’Europeo itinerante del 2020 sarà in pianura, se non proprio in discesa, perché nessuna delle contendenti può far davvero paura alla nazionale azzurra. Il Gruppo J è fra i meno competitivi e rischiosi, e sebbene non del tutto guarita, l’Italia ora conta di ottenere uno dei due “pass” disponibili nel suo gruppo. Un po’ di sofferenza può derivare, per dirla alla Mancini, dal fatto che «le partite vanno comunque giocate e vinte» – e vista la difficoltà a far gol, non è scontata – però c’è di che rallegrarsi. «È stato un buon sorteggio – ha ammesso candidamente il ct – . Tutti volevano evitare la Germania, quindi è andata bene».
Poteva andare molto peggio, come ha aggiunto con sincerità Mancini, dal momento che gli azzurri potevano ritrovarsi davanti gli spettri svedesi (sono loro che ci hanno negato l’accesso a Russia 2018, la ferita purtroppo è ancora aperta) o appunto lo spauracchio Germania, squadra in via di ricostruzione, ma sempre temibilissima, che non molla mai e che ha nel suo Dna la tenacia. Anche la Danimarca avrebbe rappresentato un ostacolo piuttosto severo, ma lo abbiamo evitato. C’è poi il fattore “ripescaggio” Nations League: uno dei quattro posti residui spetta alla migliore non qualificata della Serie A: e quindi anche arrivando terzi o quarti ci saremmo comunque, a meno che a toppare non sia una fra Olanda, Francia, Svizzera, Belgio, Portogallo, Spagna o Inghilterra.
L’Italia dunque dovrà vedersela contro la Bosnia-Herzegovina di Pjanic e Dzeko, ma anche contro la Grecia di Manolas. Tuttavia, con tutte le cautele e gli scongiuri del caso, sembra davvero azzardato ipotizzare un’esclusione dalla prossima fase finale dell’Europeo 2020 che si aprirà proprio in Italia, nello stadio Olimpico della città eterna. Bosnia e Grecia, poi Finlandia, con Armenia e Liechtenstein, non possono suscitare la tremarella, non possono far venire alcun tipo di brivido. «La Bosnia è un’ottima squadra, con giocatori forti, che conosciamo – ha aggiunto da Dublino dove si trovava per il sorteggio il nostro ct – : non sarà una partita semplice, ma va bene. Sulla carta è un buon girone». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
