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Effetto CR7: ha accresciuto la bravura dei suoi compagni

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Animus pugnandi, vocazione al risultato, insaziabile fame di vittorie. Sono le qualità principali della Juventus pigliatutto. Caratteristiche che contraddistinguono la Vecchia Signora da anni, ma che ora si sono rafforzate fino allo strapotere assoluto in Italia.

Il merito? Di CR7, ovvio. Risposta scontata, ma la spiegazione è più complessa. Perché Cristiano Ronaldo non ha messo a disposizione di Allegri "solo" il suo enorme talento. Il più forte giocatore al mondo ha anche accresciuto il valore di tutti i suoi compagni. Con un miglioramento esponenziale di tutta la squadra.

Penso al sacrificio difensivo di Cancelo, a quello tattico di Dybala, alla crescita di Bentancur.

L'ambiente è stato contagiato in modo formidabile dalla professionalità e dall'abnegazione del portoghese. Perché se tu sei lì, e vedi con quanta serietà, con quanto impegno e dedizione si allena un fenomeno, non puoi fare a meno di seguire l'esempio.

La Juventus è molto più di quello che era grazie alla "eccezione CR7", campione che non si porta dietro vizi da prima donna e non è mai indisponente verso gli altri. E qui il pensiero corre a quell'Ibrahimovic che in molti vorrebbero vedere con la casacca rossonera a gennaio.

Ebbene: il Milan farebbe un errore. Sì, il giocatore è enorme, e per i campioni l'età conta il giusto, ma una personalità dirompente come la sua, che sfocia spesso in atteggiamenti da divo, potrebbe non giovare alla squadra.

L'arrivo di Ibra porterebbe entusiasmo tra i tifosi, ma obbligherebbe a soluzioni tattiche diverse e al sacrificio del promettente Cutrone. Sarei molto curioso di vedere quali sarebbero i vantaggi del ritorno dello svedese. Ad oggi invece vedo chiari gli svantaggi. In primis, il rischio di rompere quel delicato equilibrio che in casa Milan hanno sapientemente costruito intorno al terzetto Gattuso - Leonardo - Maldini. Una scelta saggia che sta pagando in termini di risultati e crescita della squadra.

Gattuso, si sa, è un combattente, un agonista della panchina, ma la stagione scorsa ha dimostrato come a volte serva anche altro. E qui l'importanza delle due grandi figure in società, che hanno riportato lo stile e la misura del Milan vecchio stampo.

Ognuno, nel rispetto dei propri ruoli, sta contribuendo a riportare i rossoneri verso l'obiettivo Champions. Anche senza Ibrahimovic.

(a cura di Giorgio Carlini)

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