Gioco
«Cari tifosi amaranto, date fiducia a Breda Che cuore con i nostri ragazzi speciali»
La bella storia di solidarietà dietro la lettera aperta di un umbro-triestino innamorato di Livorno
IL CASO
«Ho conosciuto il valore di Roberto Breda come uomo prima che come allenatore: è per questo che mi sono preso la briga di acquistare uno spazio pubblicitario sul Tirreno per inviare una “lettera aperta ai tifosi del Livorno”». A tu per tu con il cuore amaranto di quanti seguono la squadra con passione, nero su bianco tramite il giornale della città l’invito a dare fiducia al nuovo allenatore amaranto. «Non una giornata di fiducia – aggiunge – ma almeno 5-6 giornate e poi vedrete la vostra squadra giocare bene al calcio e risalire la classifica».
Lui è Armando Ricotta, di mestiere fa il direttore della Cassa Edile di Trieste e si dice innamorato di Livorno, al punto da essere «abbonato da trent’anni al Vernacoliere» e aver visto crescere calcisticamente Cristiano Lucarelli a Perugia (a lui «va tutto il mio rispetto e la mia stima come allenatore»). Ma si definisce semplicemente «un vecchio tifoso del Perugia (lo seguo dal 1974...) trapiantato da 12 anni a Trieste per lavoro».
Quel che merita di essere raccontata è la ragione dell’amicizia che lo lega a Breda: «Al fianco di mio figlio, che è autistico, sono partecipe dell’esperienza del Superteam Libertas, squadra di pallamano in carrozzina, insieme al mio amico Mirco Tomassini, anche lui con un figlio disabile: in squadra abbiamo 15 disabili e tre normodotati. Quando Breda allenava a Perugia abbiamo instaurato un rapporto di amicizia molto bello fra i nostri ragazzi speciali e i suoi giocatori: lui è un ottimo allenatore ma per me ha uno spessore umano ancora più grande che va al di là dei meriti sportivi».
Per Ricotta quel “qualcosa” supera anche gli aspetti della consueta disponibilità a partecipare a iniziative solidali da parte dei giocatori più sensibili: si sono mezzi in carrozzina a giocare con il Superteam atleti come Buonaiuto, Dellafiore, Leali e soprattutto Magnani, un centrale in orbita Juve ora al Sassuolo in serie A. «Peccato – afferma – che il Perugia l’abbia esonerato in maniera del tutto assurda, nonostante i buoni risultati: resta un allenatore atipico in un mondo com’è quello del calcio. Non a caso, è stato chiamato a fare l’assessore a Salerno, dove aveva creato, lui uomo riservato del Nord, un grande feeling con una piazza così calda».
Mirco Tomassini è il padre di Andrea, il campioncino che difende con tutta la grinta possibile la porta del Superteam: «I nostri ragazzi sono appassionati di calcio e abbiamo inventato la pallamano in carrozzina perché comunque assomiglia abbastanza al calcio: c’è il gol, c’è la parata...».
L’imprenditore Brunello Cucinelli ha dato una mano nell’acquisto delle carrozzine, la verve di questi ragazzi speciali ha conquistato tutti a Perugia. Compresa la squadra di calcio che nello scorso campionato era stata affidata al mister ora in amaranto.
«Breda – afferma – non solo ha dedicato ai nostri ragazzi una delle vittorie più importanti, ha dichiarato pubblicamente che aver portato la squadra a giocare con noi aveva fatto fare ai suoi ragazzi quel salto di maturità che lo scorso anno portò a nove risultati utili consecutivi con sei vittorie di fila. Disse che i nostri piccoli eroi erano stati per loro un esempio di grinta per la squadra». —
Mauro Zucchelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
