Gioco
È Diamanti il più maltrattato in serie B: record di falli subiti, finora 117
Livorno, Alino non ha uguali in tutto il campionato: è anche al secondo posto per corner battuti e al posto per numero di cross a servizio dei compagni
LIVORNO. Astuzia e furbizia sono sempre state due armi importantissime nel mondo del calcio. Quando non riesci a superare l’avversario con il fisico, è la mente che ti aiuta a farlo. Ne sa qualcosa Alessandro Diamanti che con le sue giocate ha dato un grande contributo alla squadra. E questo non solo dal punto di vista del gioco, ma anche dei falli subiti. Interrompere l’azione per risistemare gli uomini in campo e impostare una ripartenza da calcio piazzato è fondamentale, specialmente se devi giocare con il coltello tra i denti e non puoi dare niente per scontato, come deve fare il Livorno quest’anno. Perciò diventa importantissimo anche saper “prendere” le punizioni in ogni zona del campo. Se sono vicine all’area avversaria è meglio, ma va benissimo un po’ovunque.
Alino da questo punto di vista non ha eguali in tutta la serie B e non a caso è il calciatore che ha subito più falli di tutti. Sarà per la sua velocità, sarà perché quando ha la palla tra i piedi gli avversari perdono la testa, sarà perché è imprevedibile, ma dall’inizio dell’anno a oggi ha subito 117 falli. Un numero altissimo, soprattutto se si considera che il numero 23 ha giocato 13 match, rimanendo in campo per tutti i 90 minuti solo in 9 occasioni. La media è di circa una decina di falli a partita, roba da parastinchi ultra rinforzati e da corso accelerato di Siusky per saper cadere bene senza farsi del male.A proposito di farsi male, Alino si è subito reso conto di questa sua “dote” alla prima uscita stagionale con la Casertana. Dopo soli 25 giri di orologio il fantasista è stato costretto a lasciare il campo per colpa di una frattura alla costola che lo ha tenuto fermo 2 settimane.
Non solo. Diamanti è secondo nella classifica dei corner battuti, ben 43, mentre è subito sotto al podio (quarto) per i cross ai compagni, messi nelle condizioni di segnare 54 volte. Peccato che solo in rarissimi casi gli attaccanti hanno saputo sfruttare le sue invenzioni.
E allora non rimane altro che sperare nel suo marchio di fabbrica, le punizioni. Quest’anno è ancora a secco, ma in passato ci ha deliziato con tiri da fermo spettacolari che si infilavano dritti nel sette. E questo lo sanno anche a Brescia, dove Alino ha giocato di ritorno dal West Ham per una stagione. In realtà al Rigamonti non lo ricordano bene: sia perché quell’anno non fu molto fortunato per le rondinelle che retrocedettero in B, sia perché poi ha indossato la maglia dell’Atalanta. Un tradimento che è paragonabile a chi dal Livorno passa al Pisa o viceversa. Insomma, se già a cose normali Diamanti è un giocatore preso di mira dagli avversari, aspettiamoci che a Brescia non venga trattato col velluto. Ma tanto lui ci è abituato.
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