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Dodici giornate di squalifica in maglia amaranto: Mazzoni, è ora di stare più calmo

Fabrizio Pucci
Dodici giornate di squalifica in maglia amaranto: Mazzoni, è ora di stare più calmo

Il portiere torna in campo dopo la bella parentesi di Zima Storia di un amore viscerale che fa fatica a controllarsi

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«In quel ruolo c'è una gerarchia. Mazzoni tornerà al suo posto». Così parlò Roberto Breda sabato subito dopo Livorno-Cittadella. Una stretta di mano a Lukas Zima, bravo a Cremona e contro i veneti, ma il proprietario delle chiavi della porta amaranto era e resta Mazzoni che rientra dopo i due turni di squalifica rimediati nell'infame notte con il Perugia. Sì, rientra, Luca, ma per quanto tempo? Il passato infatti racconta che spesso il portierone ha fatto la spola tra campo, panchina e tribuna. Un po' per gli infortuni - i più gravi furono le costole rotte con lo Spezia nel 2012 e la frattura all'orbita dell'occhio sinistro a Cuneo un anno fa - ma spesso per squalifica.

GENIO E SREGOLATEZZA

Dicono che i portieri sono estrosi e pure un po' matti. Dopo tutto a loro chi glielo fa fare quel mestiere inventato apposta per negare la vera essenza, il fine ultimo del gioco: il gol, la realizzazione. E quel pizzico di sregolatezza, in mezzo a tanto genio (il suo talento è innegabile), ce l'ha pure Mazzoni. Per la verità il suo animo focoso, reso ancora più incandescente dalla sua profonda livornesità, spesso lo ha portato ad eccedere o comunque ad essere preso di mira da arbitri e giudice sportivo.

AMORE INFINITO

Su un aspetto non possono esserci dubbi. Se sbaglia, Luca, lo fa per l'amore per la maglia. Un episodio fotografa bene la sua generosità: 20 maggio 2016, il Livorno gioca (e purtroppo non vincerà) la partita della vita con il Lanciano all'Ardenza. Lui gioca nella Ternana, ma è l'ultima giornata e il tecnico rossoverde Breda (proprio lui) gli concede un turno di riposo in panchina contro il Brescia. Luca, di nascosto si porta dietro un Ipad da cui segue la partita dell'Ardenza vicino ai compagni di squadra. Il Livorno retrocede e lui a stento trattiene le lacrime.

DIETRO LA LAVAGNA

Sono ben dodici le giornate di squalifica rimediate da Luca con la maglia amaranto. L'episodio più clamoroso risale al maggio del 2015. Il Livorno gioca in casa con il Vicenza. Deve vincere per forza per restare in corsa per i playoff. Sull'1-0 per gli amaranto al 93' c'è un rigore per gli ospiti. Cocco (che contro il Livorno di rigori ne segnerà altri 4 con la maglia del Pescara) pareggia. L'1-1 genera maretta. Il centrocampista biancorosso Brighenti va a sfottere Mazzoni che non vuole mosche sul naso e gli dà un buffetto. Per arbitro e giudice sportivo è roba pesante, da cinque giornate di squalifica. Doppia ironia della sorte. Primo: anche con il pareggio il Livorno rimase in lotta per i playoff perché dagli altri campi erano arrivati risultati positivi, ma in campo nessuno lo sapeva e nel momento dell'amarezza scoppiò il caos. Secondo: in estate Mazzoni passò alla Ternana, la squalifica fu ridotta da cinque a quattro giornate e lui debuttò in campionato con i rossoverdi proprio contro il Livorno.

Nel 2016/17 Mazzoni è tornato e ha vissuto un anno sereno. Più complicato l'ultimo di C. La prima giornata di squalifica la becca a fine settembre per un parapiglia che si accese nel sottopassaggio dopo Livorno-Pistoiese. Poi ci fu il caldissimo dopo-derby di Pisa che a Luca costò ben quattro giornate. L'ultimo capitolo di questa storia sono le due giornate rimediate con il Perugia.

CALMA E GESSO

Morale: di certo Luca non è un santo. Nel complicato rapporto con il Giudice Sportivo spesso ci mette del suo anche se talvolta su di lui è stata calcata la mano. Resta fermo il fatto che il passato non lo si può cambiare e che il presente va vissuto in modo da potersi garantire un futuro migliore. E allora, proprio per quell'amore viscerale che Mazzoni nutre nei confronti della maglia e della città e che a volte lo fa andare sopra le righe non possiamo che sperare in un suo atteggiamento meno focoso sul terreno di gioco perché il Livorno ha bisogno di lui. —

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