Gioco
Livorno in crescita, ma a digiuno di gol...
Peggior attacco della B: in 12 partite segnati solo 5 gol su azione e i quattro attaccanti messi insieme ne hanno firmati 3
Cercasi gol disperatamente. Di testa, di piede, banale, fortunoso, su calcio da fermo, su autorete. Non conta la forma, ma la sostanza. Quel pallone va buttato dentro e basta. Altrimenti la strada per la salvezza si trasforma in un sentiero di montagna difficile da percorrere. E poi, sinceramente, questa sterilità offensiva è davvero frustrante. Sempre e comunque.
POCHE GIOIE
Se la squadra gioca male è quasi fisiologico non vedere la porta. Lo metti in conto e quasi ti arrendi all'evidenza. Ma pure una partita come quella di sabato fa venire il nervoso. Nel secondo tempo il collaudatissimo Cittadella di Venturato è stato messo alle corde. Oltre al rigore solare non concesso agli amaranto, di occasioni per spezzare l'incantesimo stavolta ce ne sono state. Tuttavia il destro strappato di Raicevic, la girata di Giannetti finita fuori di poco, il miracolo di Paleari sempre su 'Gian', il destro da un metro del mancinissimo Gasbarro finito addirittura addosso a Murilo sono serviti solo ad alimentare rimpianti e sensazione di impotenza.
Certo. La prestazione è stata di alto profilo. Il disegno tattico – 3-4-2-1 nuovo di zecca – ha messo ottani nella benzina amaranto e la forza propulsiva è aumentata, ma quella specie lastra invisibile che protegge le porte avversarie non è stata nemmeno scalfita.
I NUMERI
Come sempre l'approfondimento della lettura dello stato di salute degli amaranto lo regalano le cifre che certificano senza appello l'allergia al gol. Il Livorno, infatti, non può che avere il peggior attacco della serie B. In dodici partite sono appena 8 le reti segnate: due di queste – che portano la firma di Diamanti – sono arrivate dal dischetto e una di Di Gennaro, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Morale della favola: i gol fatti su azione sono cinque, meno di mezzo a partita. Una miseria.
Per inciso, l'ultimo 0-0 all'Ardenza portava la data del 24 maggio 2017, secondo turno di playoff con la Virtus Francavilla, ma quello fu un pari diverso perché i Pugliesi ci presero a pallonate e al Livorno andò di extralusso.
LA CARICA DI BREDA
Dinanzi alla penuria di gol, l'allenatore, comunque non si è scomposto e ovviamente fin dal dopo partita ha tenuto su squadra e ambiente: «Per segnare – ha dichiarato a caldo - si deve creare occasioni su occasioni. Non è facile avere tre opportunità e trasformarle tutte. O almeno, è raro. Unica medicina che conosco è la costanza nella qualità del gioco». Il mister però sa che si deve e si può fare meglio: «Si può esser più aggressivi e proporsi con più efficacia».
IL FACILE RIMEDIO
Salvare il soldato amaranto, quindi non è impossibile. Non lo è a patto che al mercato di gennaio si trovi la medicina che cura la sindrome da assenza di gol. Visto che Kozak-Murilo-Raicevic-Giannetti hanno portato in dote solo 3 gol, deve essere preso un attaccante vero. Senza se e senza ma. Senza la scusa del 'prima alleggerire la rosa, poi comprare'. Altrimenti qui si finisce in C e poi sai che divertimento a rivedere la Giana Erminio! —
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