Gioco
«Né alibi né applausi, io voglio i punti» Breda elogia i suoi “ma serve di più”
Il tecnico si prende le cose positive e dribbla l’episodio del rigore: «Nello spogliatoio ho fatto mettere via le foto»
Roberto Breda entra in sala stampa, col sorriso a metà. Capisci subito che avrebbe sognato una “prima” al Picchi di diverso tenore.
Mister, la squadra si è mossa bene, ha tenuto testa al Cittadella bravo nel fare pressing.
«Prestazione buona, si, anche se siamo partiti un po’ contratti contro una formazione costituita da un gruppo che sta insieme da 4 anni. Primi 10’ siamo andati in affanno facendo fatica a prendere le misure. Poi, specialmente nel secondo tempo, si sono trovati i giusti equilibri, rischiando direi poco. E questa è una buona base di partenza, consapevoli che non possiamo essere soddisfatti. Siamo sempre ultimi. Serve l’atteggiamento di quelli che sanno quello che fanno, cosa vogliono e che non si accontentano sino a che non raggiungono l’obiettivo».
Il miglioramento è più psicologico, fisico o tattico?
«È il frutto del lavoro dei ragazzi e le componenti citate, c’entrano tutte. Abbiamo avuto la fortuna di disporre di una settimana in più per l’approccio al match. E, giunto il banco di prova, il Livorno mi è piaciuto anche nelle difficoltà. Andando oltre e provando a vincere anche quando eravamo meno lucidi».
Certi rigori però non si possono non dare...
«Per mia natura non commento episodi anche perché non è la mia filosofia. Diventa l’alibi dei perdenti. Negli spogliatoio tutti a guardare la foto dell’episodio coi telefonini. Li ho fatti mettere via. Abbiamo avuto altre occasioni e le dovevamo sfruttare. Non si subiscono le situazioni, si impongono. Oggi se si vinceva andavamo in un gruppetto interessante. Peccato. E perché allora, non fare tre punti a Brescia domenica?»
Bella prestazione Dainelli. Ha cancellato i fischi col Perugia.
«Si, ma l’avevo detto, Dario è una garanzia. Sotto tutti i punti di vista. Ma mi son piaciuti tutti quanti».
Dei passi avanti ci sono stati. Le occasioni sono arrivate, ma non si segna. Come risolvere il problema?
«Per far gol, si deve creare occasioni su occasioni. Non è facile avere tre opportunità e trasformarle tutte. O almeno, è raro. Unica medicina che conosco è la costanza nella qualità del gioco».
Diamanti e due punte, è andata bene, no?
«È stata una prova e aspettavo con curiosità una risposta dal campo. Ho visto equilibri giusti. Ma, muovendoci ancora meglio, si può esser più aggressivi e proporsi con più efficacia. Alino ha lavorato benissimo in coppia con Valian».
Le percezioni sono quindi quelle giuste?
«Ottimismo ne avevo già quando son venuto. Non meritiamo l’ultimo posto, ma la posizione che vogliamo dobbiamo sudarcela».
Zima esaurisce ora il suo compito?
«In quel ruolo c’è una gerarchia. Mazzoni tornerà al suo posto».
Protti ancora una volta non in panchina...
«Igor ha scelto di prendersi una pausa di riflessione. È però sempre presente. Ma anche oggi (ieri, ndc), prima, durante e dopo il match, il suo apporto è stato di quelli giusti. Persona intelligente». —
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