Gioco
Cosa resterà di quel calcio a strisce? Inter e Juve, addio alle maglie di una vita
I club più amati d’Italia cambiano look. Lo farà anche una corazzata d’Europa: il Barcellona
Le partite di domenica alle tre, “Tutto il calcio minuto per minuto”, l’umanissimo errore dell’arbitro (senza il paracadute del Var), le polemiche, la moviola. Tutto evapora. Ci restava soltanto il fascino vintage delle maglie, dei simboli che ci hanno fatto innamorare o litigare con il compagno di banco o il vicino di scrivania. Sì, adesso i padroni del football (che non sono più i magnati che smontavano e rimontavano le squadre con il blocchetto degli assegni, ma le multinazionali dell’abbigliamento) toglieranno anche le strisce verticali dalle maglie di Juventus e Inter, le più amate dagli italiani.
E se Atene piange, Sparta non ride: anche il Barcellona manderà in pensione la gloriosa maglia per un improbabile “collage” a scacchi, stile Croazia. Orsi, Boniperti, Sivori, Charles, Platini, Scirea, Zidane, Baggio, Del Piero da una parte, Meazza, Mazzola, Corso, Picchi, Jair, Suarez, Matthaeus, Milito, Eto’o dall’altra: quante leggende del nostro pallone sono state fasciate da quei colori, da quei motivi. Dalle pesantissime maglie di lana anteguerra a quelle con i colletti enormi e i numeri cuciti a mano, fino agli ultramoderni tessuti stretch, leggeri come piume: la tecnologia ha trasformato il modo di vestire il calcio, ma non i simboli. La Juve bianconera, l’Inter nerazzurra, rigorosamente a strisce: almeno fino ad oggi. Adesso il calcio globale, senza cuore e confini, vuole cancellare quelle icone, in nome del fatturato.
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JUVE BICOLOR
L’Adidas e la Juve stanno lavorando alle maglie della prossima stagione. E la soluzione sta dividendo lo sterminato popolo bianconero. L’addio alle storiche strisce verticali darà spazio ad una maglia con sole due bande verticali, una bianca e una nera, legate da una sottile strisciolina che potrebbe essere dorata o rosa. Un cambio di stile totale con un saluto alla tradizione. Anche la seconda maglia rappresenterà una rottura totale con il passato, e sarà bianca con scritta e bordi rossi.
Dopo quasi 100 anni, oltre trenta scudetti, Coppe e trionfi assortiti, la casacca “zebrata” vive un malinconico crepuscolo, sacrificata sull’altare del marketing e del merchandising che strizza l’occhio soprattutto al mercato orientale. La storia dei colori della Juventus è davvero bizzarra: la squadra è nata nel 1897 da un gruppo di studenti torinesi, e ha partecipato al primo campionato nazionale nel 1900. La divisa realizzata per l’occasione era rosa con un papillon o un cravattino nero. La divisa è stata usata per circa tre anni, fin quando, a furia dei ripetitivi lavaggi, non è diventata completamente bianca. Così la società ha deciso di dare un nuovo look ai giocatori, e ha dato l’incarico ad uno dei soci fondatori, John Savage, di procurare delle maglie rosse con bordi bianchi, come quelle del Nottingham Forest. La fabbrica tessile di Nottingham incaricata da Savage per la produzione delle nuove divise, spedì però a Torino maglie bianche e nere.
La società torinese, con la stagione che ormai bussava alle porte, fu così costretta ad utilizzare le nuove divise con i colori bianco e nero che sono così diventati i colori ufficiali della squadra. E l’amore di milioni di tifosi.
L’INTER...DIAGONALE
Non poteva essere altrimenti: l’Inter cinese si rifarà il trucco per essere più attrattiva nello sterminato mercato del Dragone.
La Nike, che da quelle parti qualche interesse ce l’ha, ha deciso di travolgere la storia e la tradizione: le strisce nere e blu resteranno, ma saranno oblique e non verticali. Con il blu come colore dominante e di una tonalità meno forte rispetto al passato.
I loghi dello sponsor Pirelli e della Nike saranno bianchi, mentre i pantaloncini dovrebbero essere neri, al contrario dei calzettoni blu. La maglia a strisce nacque insieme al club, nel 1908, ed i colori furono l’azzurro e il nero, scelti dal disegnatore nonché socio-fondatore Giorgio Muggiani, che volle così rendere omaggio rispettivamente al cielo e alla notte che avevano tenuto a battesimo la nascita della nuova squadra.
Dall’emblema distintivo della famiglia Visconti, fondatrice del Ducato di Milano – antico Stato dell’Italia settentrionale con capitale l’omonima città – deriva l’adozione tra i simboli societari di un biscione, declinato nel corso degli anni in varie forme più vicine a quelle di un serpente (che comparve per un breve intervallo di tempo sullo stemma del club) che non al classico biscione, storicamente legato alla città. Chi resterà fedele alla propria storia, vivaddio, è il Milan: strisce erano, strisce resteranno, anche se con declinazioni moderne.
E IN SPAGNA...
Sulla nuova divisa del Barcellona sta lavorando lo sponsor tecnico Nike. Ci troveremo l’anno venturo di fronte a una casacca davvero inedita.
Il blaugrana sarà ovviamente la tonalità predominante, ma non più a strisce verticali o orizzontali come siamo stati abituati.
I colori del club verranno infatti proposti sotto forma di scacchiera, come abbiamo imparato a conoscere per la maglia della Croazia. Magari ci abitueremo, come per il Var e lo spezzatino. Ma un po’ di tristezza resta... –
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