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Livorno, arriva il doppio due di picche da Bulgarella e Onorato

Flavio Lombardi
Andrea Bulgarella e Vincenzo Onorato
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Andrea Bulgarella e Vincenzo Onorato

Il costruttore: «Amo Livorno, ma non sono nel momento per avvicinarmi al calcio». L’armatore: «Rapporto storico con Spinelli, ma non siamo interessati al pallone»

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LIVORNO. Né Andrea Bulgarella, né Vincenzo Onorato. A spegnere i rumors riguardo ad un interessamento verso il Livorno Calcio, che avevano acceso le fantasie dei tifosi, sono i diretti interessati.

Sono le 16,45 di ieri quando Bulgarella ha chiarito a Mirco Peiani la sua posizione: «Certo che sono innamorato della città e dei livornesi, ma nulla più. Non sono nel momento giusto della mia attività per avvicinarmi ad un club di calcio, specialmente con una storia come la vostra che comporta, per chi eventualmente subentrasse all’attuale gestione, importanti investimenti per stare al passo con le esigenze dei tifosi», ha fatto sapere Bulgarella a Peiani. Oggi pomeriggio i due - che sono anche soci in alcune attività alberghiere tra cui il Grand Hotel Palazzo - si incontrerà a Livorno. Ma all’ordine del giorno non ci sarà il calcio.

Si dirada così una figura ritenuta competente (è stato presidente del Trapani) ed economicamente solida per rilevare senza problemi la proprietà in mano da venti anni ad Aldo Spinelli. Ci resteranno male molti sportivi.

L’altro due di picche arrivava pochi minuti dopo, sul fronte di Vincenzo Onorato, l’armatore di Moby, Tirrenia e Toremar. In nome e per conto del patron di Mascalzone Latino, la risposta ufficiale arriva dalla bocca di Matteo Savelli, amministratore delegato di Toremar, la compagnia di navigazione che è anche sponsor del Livorno dalla scorsa stagione. «Ricordo che una domanda simile mi fu formulata alla presentazione della maglia – attacca Savelli – e da allora non è cambiato niente. Rispondo allo stesso modo: il gruppo non è interessato a quote e partecipazioni di una società di calcio. Abbiamo un rapporto storico con la famiglia Spinelli e grazie a questo rapporto si è avuto il frutto della sponsorizzazione, unito al fatto che Toremar rappresenta la Toscana e Livorno. Non ci sono altre ragioni ed escludo categoricamente qualsiasi voce di un interessamento alla società amaranto».

Ma allora c’è qualcosa che si muove, oppure no? Diciamo che sì, qualcosa che bolle in pentola c’è. Anche se, attualmente, è tutto a livello embrionale e per di più secretato. Il Livorno ha aperto i libri contabili per permettere la due diligence, ovvero la verifica dei dati del bilancio della società. Funziona così: un soggetto terzo, specializzato, opera ad una raccolta delle informazioni riguardanti la trattativa e le verifica con lo scopo di arrivare ad esprimere un giudizio finale sul loro valore di mercato e sul loro possibile rendimento.

Una anticipazione dell’attuale situazione economica del Livorno, conti alla mano, l’ha data Peiani lunedì in conferenza stampa all’hotel Palazzo: «Ogni mese siamo in perdita di 400 mila euro, chi arriva lo deve sapere. Così, come va fatta la valutazione del parco giocatori e del possibile sviluppo che questa società può avere a livello di strutture per il settore giovanile».

Nessun livornese è alla porta, questo è la prima certezza. Ma le cordate che si sono avvicinate, sono cinque. Distinte e separate. Una italiana, una inglese, una francese, una americana (non quella di cui si era sparsa voce) e una turca. Sono in stretto contatto con il presidente, con il figlio Roberto e con Peiani. Quando le carte saranno pronte, ciascuna delle parti potrà fare le proprie valutazioni e decidere se approfondire o dileguarsi. Insomma, anche se Peiani afferma che entro il 31 dicembre sono attese risposte concrete, acqua sotto i ponti deve passarne. 
 

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di Redazione web