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Una vittoria di slancio firmata Jacopo Reali

M.O.
Una vittoria di slancio firmata Jacopo Reali

Secondo trionfo europeo consecutivo nel Kettlebell lifting «Dopo calcio e scherma, ho trovato il mio mondo» 

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Un altro trionfo continentale, il secondo consecutivo, nella specialità del Kettlebell lifting sotto l’egida WKSF (World Kettlebell Sport Federation). Jacopo Reali, 31 anni compiuti il 28 luglio, nell’ultimo weekend, ai campionati europei, in programma a Porto (Portogallo), si è messo al collo la medaglia d’oro, nella categoria Elitè riservata agli atleti con peso corporeo superiore a 95 kg.

«Ho gareggiato nella disciplina dello slancio completo, Long Cycle, con in mano due ghirie (o kettlebell) da 32kg ciascuna, da far oscillare, portare al petto e slanciare, con continuità in 10 minuti. Complessivamente ho effettuato 62 ripetizioni. Ben 11 in più di quelle effettuate dal mio compagno di nazionale, ed amico, Emanuele Lavia, secondo classificato, E addirittura 13 in più di un atleta ungherese: terzo classificato. Ad accompagnarmi a Porto è stato Alessandro Bini, mio amico e allenatore, alla mia palestra, la CFA, dove è anche aiutante di Valerio Perullo, il mio vero coach».

Un trionfo europeo, per Jacopo, insperato fino a poco più di un mesetto fa. Basta ascoltarlo. «Un infortunio al collo, mi aveva costretto, per un paio di settimane, a interrompere la preparazione. E fatto ipotizzare anche la possibilità di non poter gareggiare. A farmi riacquistare fiducia e consapevolezza di potercela fare è stato il mio allenatore e mentore Valerio Perullo, che, con un autentico miracolo sportivo, prima mi ha rimesso in piedi e poi preparato, in maniera ottimale».

Poi aggiunge: «Nonostante la tensione, e i dubbi della vigilia, la gara è stata perfetta e sono riuscito anche a realizzare il mio record personale». Per Jacopo Reali questa medaglia d’oro europea fa il bis con quella conquistata, un anno fa, a Pecs in Ungheria. «Qualcosa che mai avrei pensato di ottenere all’inizio di questo percorso sportivo, iniziato quasi casualmente tre anni fa, dopo aver messo da parte prima il pallone e poi dopo una decina d’anni, la scherma. Prima come spadaccino e poi come maestro, al Fides e anche London Fencing Club e all’University of Arts London. A calcio, invece, da piccolo giocavo, con scarsi risultati, nell’Antignano-Montenero”.

Poi i ringraziamenti: “In primis alla mia fidanzata, la mia colonna, Rosa Farinola, che mi capisce e supporta, essendo anche lei atleta di Kettlebell, con nel palmares 2 titoli italiani, un argento europeo ed uno mondiale e il master sport. Ringrazio, inoltre Valerio Perullo, che mi ha regalato un sogno. E la mia famiglia, i miei ultras, che mi sono stati sempre vicini». —

M.O.

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di Redazione web