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«Sono viva, dopo undici ore di operazione e grazie a quel telaio made in Italy. Tornerò»

Sophia Floersch  e la sequenza del terribile incidente durante il Gp di Formula 3 a Macao
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Sophia Floersch e la sequenza del terribile incidente durante il Gp di Formula 3 a Macao

Sophia Floersch, 17 anni, affida a Instagram le prime parole dopo il terribile incidente in F3. E cita un medico viareggino

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«Sono sopravvissuta all’operazione, ci sono volute 11 ore. Spero che ora possa solo andare meglio. Un grande grazie ai medici di Macao, al locale staff di soccorso della Fia, al dottor Riccardo Ceccarelli, al mio team e ai compagni di squadra. Tornerò. Vorrei poi dire che la Dallara ha costruito davvero un grande telaio».

Dopo il terribile incidente durante il Gp di F3 a Macao, le parole della pilota Sophia Floersch, 17 anni, sono un inno al Made in Italy, perché la scuderia emiliana le ha permesso di postare su Instagram le parole di ringraziamento, salvandole di fatto la vita dopo il terrificante incidente di domenica, quando la sua monoposto si è schiantata dopo un incredibile volo.

«L’operazione è stata complicata perché è considerato un intervento difficile – ha dichiarato a Motorsport.com il team principal Frits Van Amersfoort – Dovrà restare in ospedale per un po’, ma speriamo di vederla presto al suo posto: ovvero su una macchina da corsa». Van Amersfoort ha poi parlato degli istanti successivi all’incidente: «La cosa peggiore sono stati i 20 minuti in cui non sapevamo nulla, non li dimenticherò mai. Sophia ha avuto un’angelo sulla spalla, perché sarebbe potuta finire molto peggio».

«Ringrazio tutti i fan – dice Sophia – per ogni messaggio di buona guarigione che ora leggerò. È tutto molto incoraggiante e mi dà forza. I miei pensieri sono anche con tutti coloro che sono stati coinvolti nell’incidente. Spero stiano tutti bene. Tante belle persone mi sono state intorno nel momento dell’incidente, li porto tutti con me».

Quando una giovane vita si salva, è legittimo gonfiare il petto. «Sono orgoglioso: il merito è dei nostri ragazzi in fabbrica e della capacità del Made in Italy; in particolare per gli accorgimenti nella parte anteriore della vettura che sono riusciti a preservare le gambe di Sophia». Giampaolo Dallara, fondatore e patron della scuderia, dall’Italia ha risposto così alle dichiarazioni della giovane pilota. «La chiamerò quando starà meglio», dice l’ottantaduenne ingegnere emiliano.

E Riccardo Ceccarelli in qualche modo porta questa storia anche in Toscana, perché è il medico super specializzato nell’assistenza di chi guida ad altissime velocità. La sua Formula Medicine a Viareggio cura la preparazione psicofisica dei grandissimi piloti come degli aspiranti campioni, tra simulatori iper tecnologici e trattamenti psicologici.
 

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