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È scontro tra Laudicino e Peiani: «Mi ha messo in un angolo, perché?»

È scontro tra Laudicino e Peiani: «Mi ha messo in un angolo, perché?»

Livorno, il dirigente del marketing replica duro al direttore generale: «Non sono un promoter, chiederò spiegazioni anche a Spinelli. Ma fino a giugno non mi muovo»

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LIVORNO. Ormai siamo allo scontro. Mirco Peiani e Maurizio Laudicino sono ai ferri corti, il viaggio in Irlanda era stato il primo caso esploso pubblicamente di un disagio che esisteva già. Adesso il problema esplode in modo fragoroso.

«Mi meravigliano le dichiarazione rilasciate dal signor Peiani nel corso della conferenza stampa tenutasi all'Hotel Palazzo - ha scritto ieri Laudicino in una nota - e l mio stupore non deriva tanto dal fatto che il DG si arroghi il ruolo di direttore marketing, ruolo che presuppone anni ed anni studi ed esperienza nel settore, ma piuttosto dalla definizione che venga data del mio ruolo e cioè ‘promoter’ e delle mansioni di cui io mi dovrei occupare, ovvero ‘fare solo contratti’. Non vorrei soffermarmi più di tanto su disquisizioni teoriche ma forse andrebbe spiegato che il marketing è una scienza ben diversa dal 'commerciale', il marketing crea le condizioni affinché la rete vendita funzioni ed io con tutto il rispetto per la categoria non sono nè un commerciale nè tantomeno un promoter!»

«Ci tengo a sottolineare - aggiunge Laudicino - che a fine Giugno 2017 non sono stato ingaggiato dal Livorno calcio con il ruolo di promoter ma come dirigente dell’area marketing che mi è stata affidata in toto con l’obiettivo di rilanciare il brand del club amaranto, ricostruire insieme a Paolo Nacarlo un modo di comunicare più moderno e interattivo (social, sito, app, newsletters), di ricucire il rapporto con la città (istituzioni, associazioni, imprenditoria e club di tifosi) e ovviamente procacciare opportunità e sponsorizzazioni. Questo ho fatto credo con profitto e chiamo la città intera a testimoniarlo».

E Laudicino cita il + 25% di abbonati e +40% spettatori dello scorso campionato (« primo anno in controtendenza dopo quasi un decennio»), lavoro che « mi è valso la riconferma nel mio ruolo ed è stato lo stesso signor Peiani a ratificare quanto dico.

Poi un’altra stoccata nei confronti del Dg. «Le dichiarazioni di lunedì del signor Peiani mi hanno davvero stupito perché non ho ricevuto mai dalla Società alcuna comunicazione preventiva circa questo che leggo come un palese demansionamento e per questo mi preoccuperò di chiedere opportune spiegazioni alla proprietà in modo poi da potermi muovere di conseguenza. Rimango saldo al mio posto in attesa che un pacchetto di iniziative presentate alla direzione generale sia valutato e magari adottato per dare alla squadra quel supporto che in questa fase così cruciale della stagione è indispensabile e a tal riguardo invito tutti gli sportivi a presenziare sabato al Picchi per l’incontro con il Cittadella. La gente a Livorno ha bisogno di sentire propria la squadra ed essere coinvolta».

La chiusura è soft ma di certo questa storia non finirà qui. «Non è mio costume attizzare inutili polemiche in periodi del genere ma era mio preciso dovere fare determinate precisazioni anche a tutela della mia credibilità che con tanto impegno e dedizione mi sono creato anche a Livorno». —



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